Giorno 22 – appunti

Tra gli appunti vorrei inserire il concetto di calma visto da angolazioni differenti.  Concordo con Tolstòj, leggendolo ho pensato immediatamente all’impeto contrapposto all’apatia. Probabilmente bisognerebbe conoscere l’etimologia della parola russa “calma”.

Infine, concordo con Nat, sebbene ci siano delle differenze. Trovarle non è poi così difficile.

“Per vivere con onore bisogna struggersi, turbarsi, battersi, sbagliare, ricominciare da capo e buttar via tutto, e di nuovo ricominciare a lottare e perdere eternamente. La calma è una vigliaccheria dell’anima”.

Lev Tolstòj

… Dipende dai punti di vista. Ho cambiato più volte pelle e vita. La pazienza è una virtù. La calma, intesa come “non movimento”, non mi appartiene. Non sono tra quelle che non guardano al passato, ad esempio. Non credo nel futuro, ma nello ieri e nel presente. Sono fatta di bellezza, bruttezza, luci ed ombre. Ci sono persone che si arrogano il diritto di dissentire sulle ombre, e altre sulla luce. Credo che la vita sia un tumulto di passioni. E per quanto il mio bipolarismo “emozionale” inciampi con il resto del mondo, urlo con voce pacata il mio io da sempre. Tifo per la tempesta d’assalto e nella “cosa in sé”. Piango dinanzi alla bellezza, mi viene la pelle d’oca se vedo una medusa e mi arrabbio se inciampo sulla spazzatura. Aborro le ingiustizie e le addito. Non mi piacciono le etichette e probabilmente ho molti limiti, ma come scrisse Rushdie sono per: nominare l’innominabile, additare le imposture, avviare discussioni, plasmare il mondo e impedirgli di addormentarsi. Ogni persona ha una sua storia, la mia è puntellata anche di tormenti e se mi fossi soffermata sulla parola “calma” oggi non sarei quella che sono. Ogni persona ha un suo passato. La calma intesa come “immobilità” non fa parte del mio carattere, ed è grazie al mio carattere che ho cambiato decine di lavori, ho frequentato corsi, ho manifestato in piazza, ho viaggiato e mi sono sposata due volte… questo per dire, che “chi si ferma è perduto”, chi etichetta il “creativo” con la parola disordine o il vocabolo “solitudine” ha capito poco della vita. La vita è caos, improvvisazione, momenti, punti di non ritorno. Il resto, come dice il poeta, è silenzio. Ho imparato l’educazione e “accetto” la presunzione altrui, in fondo chi non presume cosa? Tuttavia la passione e la pazienza mi hanno portata da qualche parte. La calma, come la intende Tolstoj, non la conosco. Forse invecchiando… ma non credo neppure nella (mia) vecchiaia.

 Simona Emme

 … sul fatto che siamo tutti diversi, non c’è alcun dubbio. E le differenze vanno accettate, non giudicate. Tuttavia io intendo la calma non come immobilità, ma capacità di osservare il mondo e le persone da un punto di vista non solo diretto, ma anche panoramico. Ciò ti impedisce di cadere vittima dell’ira o del disgusto, della violenza o della fuga, ma cercare di aprirti e comprendere più a fondo. Ho conosciuto molte persone incattivite per ragioni comprensibili, altre per ragioni che, ai miei occhi, possono apparire superflue, ma per loro non lo sono. La mia calma, però, ha concesso a me di non urlare, inveire, essere violenta, ecc, ma di aprirmi alla comprensione e all’ascolto, e poi, in caso di dissenso totale, di spiegare le ragioni del mio contrasto e andarmene. Di tutto ciò io vado fiera. Non puoi spremere il sangue da una pietra. Non puoi chiedere a un cavallo di fare cra-cra come una rana. Allo stesso modo non puoi chiedere a una persona di essere meno intollerante, razzista e quant’altro, se si è arenata in quella melma per decenni. Anche qui, la calma unita a una visione panoramica, ti concede di studiare il modo per impedirle di fare danni. Questo è ciò cui mi riferivo.

 Nataša Cvijanović

Della mia “passione”: https://apiedinuditralenuvole.blogspot.com/2018/09/minorca-prima-parte-ossimoro.html

3 pensieri riguardo “Giorno 22 – appunti

  1. Come sempre mi hai dato spunti di riflessione… Io associo l’idea della calma con la tranquillità, con quei attimi di pace quando rabbia, indignazione, tristezza e altre sensazioni negative cessano. Una tregua dalle brutture del mondo (e di certe persone). Non sempre, quindi, associo la calma all’immobilità; camminare in mezzo alla natura, per esempio, ho scoperto di recente che mi colma di calma, almeno intesa come tranquillità.
    Rifletterò sulla questione 🙂

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