Giorno 25 – Godzilla

Le giornate si accorciano. Oggi parlerò dell’autunno? Dell’equinozio? Delle foglie tra i libri? Le persone rinascono in settembre, io, per la verità, ho sonno. Non so nemmeno che “cosa farò da grande”, e francamente non mi interessa. Ho la “capa fresca”.

Un anno e tre mesi per “costruire un saggio”. Quando qualcuno mi chiede la sinossi, mi congelo come i giapponesi dinanzi a Godzilla. Urlo di Munch, posa plastica, mani alzate e Splat!

Poi, una sera, alla TV danno uno di quei monologhi che solo Baricco sa fare. Rimango a bocca aperta, questa volta non come i giapponesi dopo aver visto Godzilla. I miei insegnanti somigliavano ad un esercito di postini, e chiedo scusa ai postini. Passione? E’ una parola così fuori moda.

Insomma, Baricco parla di Kant, di mappe, di musica e comprendo che il mio saggio insegue quelle tracce: la scoperta, il mistero, il coraggio, la veemenza, l’amore. Perché, vedete, è il coraggio che spinge Harriet Tubman a percorrere la Underground Railroad, lo stesso che portò Nellie Bly ad attraversare “il lato umano”. Il mio lavoro è piccino rispetto alle ricerche fatte, a volte per una sola pagina mi ci sono voluti tre libri. Ma oggi, quando ascolto Baricco, capisco la scala musicale, il luccichio negli occhi.

Forse di tutto questo non vi interesserà nulla, vi fermerete alla foto. Probabilmente il mio saggio non vedrà mai la luce e/o non lo leggerà nessuno. Poco importa. La storia dell’uomo è fatta di orme. Splat!

the-underground-railroad

Theodor Kaufmann

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