Giorno 30 – il settimo giorno

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Foto di Stefano S.

Incipit – probabilmente noioso – la direzione avvisa che potete passare direttamente a “IL POST”.

Su World, a sinistra, potreste leggere: creare una struttura interattiva del documento.

Indugio. Ci penso. Torno indietro. Scrivo. Quanto è bella la parola “interattivo”.

Nel 1999, quando iniziai a muovere i primi passi in rete, confidavo nel vocabolo “comunicazione”, spinta, come tanti del resto, ad esibire il mio diletto, più che il mio intelletto. Inizialmente il mondo appariva nel pieno della sua espansione. Sapete, sono una fan della teoria dei sei gradi di separazione, e spero sempre, nonostante la mia bulimia verbale, di riuscire a trasmettere “quel certo non so che”.

Mi piacciono le parole, sebbene le lingue arcaiche non le abbia mai studiate. La parola felicità accoglie la radice “fe”, ovvero prosperità e abbondanza. La Dea Abundantia è la custode della cornucòpia, con cui distribuisce cibo e danaro. La cornucòpia, corno dell’abbondanza, deriva dal latino “cornu”, corno e “copia”, abbondanza. Se cercate il vocabolo “felicità” su Wikipedia troverete una frase di Seneca: “Nessuno lontano dalla verità può dirsi felice.”

Ogni persona ha una sua idea di “felicità”, c’è chi si chiude nel proprio mondo, chi insegue un progetto, chi un ideale, chi crede nel potere delle piccole cose. Ogni persona ha una sua idea di “verità”, anzi si persuade, e convince gli altri, che la sua “realtà” sia infallibile. Le verità oggettive sono nascita e morte, il resto sono proiezioni delle nostre azioni e dei nostri stati d’animo. A molti, ad esempio, infastidisce l’altruismo. Si può essere felici chiusi nella propria stanzetta. Si può essere felici aiutando gli altri. Si può essere felici nell’odio. Queste tre verità accendono discussioni, in quanto non conosciamo la parola “simpatia”, che originariamente si utilizzava per indicare la condivisione di sofferenza e felicità. L’empatico percepisce le emozioni dell’altro, ma non ne allevia le sofferenze. Il “simpatico” avverte i desideri, i dolori e le felicità altrui sulla propria pelle. L’altruista prova empatia e simpatia. La nostra verità è influenzata da quello che ci circonda. Siamo lo specchio delle nostre abitudini. Eppure ci convinciamo che la nostra verità sia autentica. Seneca, e ve la faccio breve, è convinto che la felicità arrivi con l’autarkeia (autarchia), ossia con l’autosufficienza, allontanando le cose considerate inutili. Come per alcune filosofie orientali, Seneca vi dice di abbandonare i desideri coltivando “le virtù”. L’atarassia, la liberazione delle passioni, non mi riguarda e non mi compete, ciò nonostante qualcuno vi convincerà, stretto nella sua superbia, che la felicità è egoismo. L’orgoglioso, il distaccato, il saccente vi adulerà, per poi manifestare la sua vera natura; sbattendovi in faccia i suoi valori, i suoi meriti morali, le sue doti. Asimov ammetteva la propria intelligenza, lui, però, lo era davvero… intelligente! La verità e la felicità sono come quei numeri primi che non si incontrano mai, nonostante ciò combattiamo, viviamo, lottiamo per esse.

Il post

Ho un’anima vittoriana (il lato positivo dell’epoca vittoriana) e mi piace trasmettere: nozioni, link, notizie, canzoni, ascolti, suoni, profumi. Ascoltando Ivan Graziani mi rendo conto che il mondo riposa sotto maree di pigrizia. Ci si dimentica in fretta dei poeti, dei cantautori, degli artisti. Nell’oblio sfilano: Errol Flynn, Virginia Rappe, Sarah Bernhardt, John Banvard… e gli Ivan Graziani.

Ieri, leggendo Niviane (http://ramiradici.blogspot.com/) e Laura (https://diariodiunaesploratrice.blogspot.com/), ho provato una certa nostalgia. A me piace pensare che il mondo sia pieno di cose, fatti, personaggi, viaggi, angoli, insetti. Mi piace inseguire quello che non conosco, per poi celebrarlo qui e altrove. Mi piace pensare che la condivisione non sia pura esibizione: io so e quindi ti istruisco. Quando leggo una Niviane o una Laura, vorrei che gli altri “provassero quello che sento io”, perché la mia verità – e quindi la mia felicità – è nella pura condivisione.

“C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso…

McCandless

“La percezione della bellezza è un test morale.”

David Thoureau

“Un po’ di credulità aiuta a percorrere il cammino della vita molto agevolmente.”

Elizabeth Gaskell

“Tu sai citare i classici a memoria ma non distingui il ramo da una foglia, il ramo da una foglia. Pigro! “Una mente fertile” dici ” è alla base”, ma la tua scienza ha creato l’ignoranza. Ha creato l’ignoranza. Pigro!”

Ivan Graziani

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