Giorno 38 – la sfumatura

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Lo sapevate che un certo Jung, nel 1950, introdusse il concetto di “sincronicità”? Ecco, non voglio parlare di questo.

E’ da giorni che ho intenzione di scrivere qualcosa sui “solitari”.

Gironzolando per il web stamattina sono caduta tra “gli eremiti”, naturalmente chi trattava l’argomento non simpatizza per questa filosofia di vita e ci sta. Il mondo è più complicato di quello che sembra, non ci dividiamo in buoni e cattivi, altrimenti sarebbe facile esclamare: “Questo si fa! Questo non si fa!”. Tuttavia non sono una fan di chi sbatte in faccia le proprie battaglie, né milito nella squadra di coloro che non muovono un dito.

Una mia ex suocera, persona adorabile, diceva riferendosi alla mia “ricercata solitudine”: “Sei tra quelli che pensano che gli ospiti siano come il pesce, dopo tre giorni puzzano…”.

Il silenzio mi ha insegnato a capire “l’altro”. Mi piace ascoltare, consigliare, in alcuni casi “salvare”. E’ un’attitudine. Ecco, non voglio parlare di me.

Prendiamo Emily Dickinson, ha 25 anni quando si ritira dal mondo. Probabilmente è asociale, la sua non è una vera e propria vocazione. Si veste di bianco e si rinchiude nella sua stanza. Ci piace descriverla come quella poetessa che, pur di non seguire le regole prestabilite dai maschi, si isola dalla società, in fondo va di moda. Poetessa? Femminista! Sì, ci piace vederla come un’anima perfetta, ribelle, alla ricerca di Dio e di quella bellezza che conosce appena. Di gran lunga, se me lo chiedete, preferisco le solitudini di Thoreau, McCandless, Bernard Moitessier. Probabilmente, mi dico, se fossi nata uomo, in un altro momento storico e in un’altra città, la mia vita avrebbe preso una piega differente. Tornando a Emily, nonostante il suo isolamento, coglie la struggente bellezza della “sfumatura di colore”, che Baricco spiega meglio di me (of course!).

Si stacca – come le Foglie –
E poi – si chiude –
Poi si ferma sul Berretto
Di un Ranuncolo Qualsiasi-

E poi corre incontro
E rovescia una Rosa –
E poi non fa Nulla –
Poi su una Vela maestra – se ne va –

E dondola come Pulviscolo
Sospeso nel Meriggio –
Incerto – se tornare Disotto –
O sistemarsi sulla Luna –

Cosa avvenga di Lui – la Notte –
Il privilegio di dirlo
È limitato dall’Ignoranza –
Cosa avvenga di Lui – il Giorno in cui –

Il Gelo – s’impossessa del Mondo –
In Segreti Scrigni – si rivela –
Un Sepolcro di bizzarra Lanugine
Un’Abbazia – un Bozzolo –

Emily Dickinson

Non è detto che i solitari o/e gli eremiti  non muovano un dito. Se riuscissimo a decifrare la bellezza e a tramandarla il mondo sarebbe un posto migliore: un nido, un rifugio, una tana.

“… dovremmo semplicemente studiare il professor Prichard, imparare rima e metrica e preoccuparci di coltivare altre ambizioni. Ho un segreto da confessarvi, avvicinatevi. Avvicinatevi. Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino: noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana, e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento, ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita. Citando Walt Whitman, – Oh me, oh vita, domande come queste mi perseguitano. | Infiniti cortei di infedeli. Città gremite di stolti. | Che v’è di nuovo in tutto questo, oh me, oh vita? | Risposta. | Che tu sei qui, che la vita esiste, e l’identità, | che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso. Che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso.- Quale sarà il tuo verso?”

Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva. Anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovete provare. Ecco, quando leggete, non considerate soltanto l’autore. Considerate quello che voi pensate. Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce. Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto. Thoreau dice “molti uomini hanno vita di quieta disperazione”, non vi rassegnate a questo. Ribellatevi! Non affogatevi nella pigrizia mentale, guardatevi intorno! 

Da “L’attimo fuggente” di Peter Weir

In attesa dell’autunno vi lascio le foto dall’orto…

 

 

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Il sole è in cammino, il suo viaggio è continuo. Ci avviciniamo all’equinozio, che per il mondo contadino era una sorta di inizio dell’anno nuovo. L’anno agrario incominciava con la semina del frumento (9 ottobre). Nel Veneto la gente si radunava nelle corti per la scartocciatura del granturco che favoriva gli incontri d’amore. La scartocciatura rappresentava un momento di aggregazione, in cui il canto corale e il gioco erotico erano eredità di festività arcaiche. 

A Miriam T.: mi hai insegnato a ridere anche quando non c’è proprio nulla per cui ridere…

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