Giorno 49 – un minuto a mezzanotte

Autocritica

L’altra sera, durante la presentazione del libro “Hanno ucciso l’orsa”, lo scrittore e guardiacaccia Ferron ha detto una frase che non dimenticherò facilmente: “Le difese della terra stanno scomparendo”. Entro il 2020, praticamente domani, due terzi degli animali e dei vegetali del pianeta svaniranno. Ogni volta che leggo un libro, vado ad una conferenza, guardo un documentario, leggo una notizia mi meraviglio sempre della stupidità umana. Non sono mai stata, soprattutto per motivi di lavoro, un’ambientalista con la lettera A, eppure in passato ho puntato i piedi per far comprendere le mie ragioni. Forse il mio errore, e quello di tanti, è di trasformare un problema globale in un problema personale, ma è solo un’ipotesi. Più volte ho interpellato istituzioni per i temi legati allo sporco a ai parchi della mia città, più volte nella vita ho firmato petizioni, pagato e parlato con associazioni, sono scesa in piazza. Sono stata testimone di parecchie battaglie finite male. Molti, quasi tutti, non vogliono parlare di ambiente, anzi se utilizzi certi vocaboli, come cambiamenti climatici, si fanno una risata. Conosco  montanari che ucciderebbero qualsiasi animale selvaggio ed ex proprietari terrieri che hanno venduto boschi, prati, alberi, bellezze naturali a scopo speculativo. No, i cattivi non sono sempre quelli che abitano in città. Parlo raramente, a parte rari casi, del mio ruolo nel pianeta azzurro. Ogni volta che tento di elencare cosa si può fare per l’ambiente in risposta ricevo silenzio, disappunto, disprezzo. Ridicolizzare la persona più o meno impegnata ci solleva da qualsiasi responsabilità. Quando vado per i boschi o al mare talvolta mi ritrovo a raccogliere plastica, lattine, bottiglie di vetro, a volte fotografo, altre volte escono post come quello su Minorca: apiedinuditralenuvole . Non lo faccio per sentirmi dire “brava!” o “quanto sei fessa!”, tuttavia trovo sempre qualcuno che ha da ridire qualcosa. E’ facile parlare da dietro ad uno schermo, al bar, sul divano, pontificare, alzare la voce, scrivere post, segnalare petizioni, norme comportamentali, meno seguire certe regole. Chi scrive un post, un messaggio impegnato, su un blog o su un qualsiasi social, viene preso di mira dai benaltristi, dai menefreghisti e dai litigiosi. Quando si scrive in rete è facile essere fraintesi. Basti pensare che se parli degli automobilisti, qualcuno commenterà: “E le biciclette?”. 

Spiegare a chi ci legge quello che ha appena letto significa che:

– il lettore non è stato attento; 

– c’è una falla nella comunicazione.

Chi scrive o fa circolare un post impegnato talvolta viene tacciato di arroganza, supponenza e ipocrisia, la frase “Tutti bravi a scrivere in rete!” riassume il concetto. In parte sono d’accordo. Sposto l’attenzione sulla sottoscritta così ci capiamo. Quando raccolgo una bottiglia di vetro abbandonata in un bosco lo faccio spontaneamente, il mio intento è quello di preservare, nel mio piccolo, la natura, non mi pare che questo faccia di me una criminale né tanto meno un’eroina. Raccogliere un bicchiere di plastica e portare sul web un disagio legato all’ambiente sono due azioni che si sposano tra loro, l’una non esclude l’altra. Discorso differente, invece, è se iniziassi a puntare il dito, se “urlassi” o vi elencassi cifre, numeri, regole e quant’altro. Chi mi conosce sa che a casa mia l’auto si utilizza solo per le gite fuori porta. Ci spostiamo a piedi o in bici, non faccio la doccia tutti i giorni e anche quest’anno ho convinto Stefano a non installare il condizionatore, tuttavia non sono qui per far sentire in colpa nessuno. In passato mi è capitato di trattare in rete argomenti legati al biologico, al consumo elettrico, alla spesa equo solidale, alla caccia, e c’era sempre qualcuno che si doveva giustificare o attaccare, come se  fossi stata una sorta di nemico da abbattere. Avevo perfino aperto un blog dove chiunque poteva scrivere post e notizie legate all’ecologismo, al tempo, per pubblicizzare le battaglie ambientali, avevo indetto un concorso fotografico a mie spese. In palio avevo messo un anno di abbonamento alla LAV. I partecipanti conoscevano le regole e sapevano cosa avrebbero vinto, tuttavia i due vincitori (ci fu un ex equo) non accettarono l’abbonamento, in quanto disinteressati all’argomentoIl sistema immunitario ci difende da tumori, virus e batteri, nel caso della terra, distruggendo gli animali e gli alberi, abbiamo messo in moto uno squilibrio nell’ecosistema. La Biodiversità (la varietà degli organismi viventi) stabilizza il clima, regola la flora e la fauna. Nonostante i cambiamenti climatici, costruiamo giganteschi alberghi o città villaggio in montagna, desideriamo mega autostrade che spacchino in due il paesaggio, gironzoliamo in moto nei sentieri boschivi e non contenti, visto lo scioglimento del ghiaccio, la rotta del Mare del nord diverrà meta futura di navi porta container. Dalle reazioni umane ho imparato che gli ambientalisti, piccoli o grandi che siano, sbagliano qualcosa. La trasmissione non arriva. Spesso non si ascoltano le ragioni dell’altro: il cacciatore, l’onnivoro, il compratore, il contadino, il montanaro, il cittadino… Bisognerebbe ridere di più? Parlare con “leggerezza” di certi temi? Semplificare il linguaggio?

Sebbene non riesca a comprendere come si possa essere “disinteressati all’argomento”, sono dell’idea che comunicare sia l’unica strada.

Forse il mio errore, e quello di tanti, è di trasformare un problema globale in un problema personale, ma è solo un’ipotesi. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...