Giorno 65 – sapore antico

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Casa Museo – Haus von Prukk – Luserna (Trento)

Questa fiaba non è proprio allegra, tuttavia fa parte della tradizione di Luserna e Valdastico.

La matassa della donna beata

C’era una volta… una povera vecchia che non era più in grado di guadagnarsi da vivere ed era costretta a mendicare. Un giorno prese un bastone e un sacco vuoto e scese lungo Valdastico a chiedere qua e là un po’ di farina. Giunta sotto al Lèrchovel iniziò ad aver tanta fame e si fermò a riposare. Poco dopo sentì un profumo di pane appena sfornato e a quel punto esclamò: “Oh se anch’io avessi un po’ di pane fresco per calmare la fame…”. All’improvviso le si presentò davanti una donnetta beata (abitante dei boschi e dei prati alpestri) che le porse del pane e le disse: “Prendi, ingorda, un pane lo do anche a te!”, subito dopo sparì come un lampo. 

La povera vecchia lo prese e lo mangiò. Si rimise in cammino finché giunse nella valle. Giù nel Dross la gente aveva il cuore duro e non le diede niente. La povera donna quando fu sera non trovò nemmeno alloggio, dovette dormire all’aperto e al freddo. Visto come andavano le cose, la vecchia si disse: “Non vale la pena rimanere in mezzo a questa gente cattiva…”,  si rimise in cammino verso casa.

Mentre saliva il monte, arrivò un vento freddo e la donna non sapeva come ripararsi. Quando giunse sotto al Lérchovel si sedette a riposare e là vide delle pezze di tela stese sull’erba e allora disse: “Oh, se anch’io avessi delle pezze di tela per poter fare qualche camicia, certamente non avrei freddo come ora, con questi stracci che porto!”. Improvvisamente le si presentò la donnetta beata con una matassa di filo in mano ed esclamò: “Prendi questa matassa di filo, piccolo verme nudo, questa non finirà finché non lo vorrai tu, bada a non dir mai – se tu fossi almeno finita! -“. Subito dopo la donnetta beata sparì. La vecchia tutta contenta fece ritorno al paese.

Quando fu a casa mise la matassa sull’arcolaio e incominciò a dipanare il filo, preparando tanti gomitoli per realizzare una grande pezza di tela. Poi portò i gomitoli al tessitore, che pagò con tanta tela quanto era l’importo del lavoro. La povera donna con la prima pezza si vestì, poi iniziò a vendere la tela e col danaro comperò tutto quello di cui aveva bisogno.

La gente del paese iniziò ad insospettirsi. 

Un giorno la vecchia litigò con una donna cattiva che le urlò: “Sta zitta, vecchia strega, lo sappiamo tutti che il filo te lo porta il diavolo!”. Quando la poveretta fu stufa di litigare tornò a casa e la ricominciò a dipanare. La matassa si aggrovigliò e la vecchia incollerita esclamò: “Maledetta matassa! Se fossi almeno finita presto!”. A quel punto la matassa sparì, sparirono la tela e il danaro, perfino l’abito che portava. Ed ella tornò ad essere povera, più di prima.

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