Giorno 114 – fanfaluche!

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C’era una volta

un povero lupacchiotto,

che portava alla nonna

la cena in un fagotto.

E in mezzo al bosco

dov’è più fosco

incappò nel terribile

Cappuccetto Rosso,

armato di trombone

come il brigante Gasparone…

Quel che successe poi,

indovinatelo voi.

Qualche volta le favole

succedono all’incontrario

e allora è un disastro:

Biancaneve bastona sulla testa

i nani della foresta,

la Bella Addormentata non si addormenta,

il Principe sposa

una brutta sorellastra,

la matrigna tutta contenta,

e la povera Cenerentola

resta zitella e fa 

la guardia alla pentola.

 

Gianni Rodari

 

Del Natale mi piacciono: le palline, l’albero, la neve, i racconti, i film, le favole, l’atmosfera… Meno il pranzo con i parenti. 

Mi piacciono i miracoli, che puntualmente non arrivano mai. Sì.

Amo i fiocchi, le luci accese, tutte quelle cialtronerie che io chiamo “speranze”. 

Amo la neve, Dio come amo la neve! 

 

… Rubricherò le mie frasi. Sotto F si troverà: “Polvere di farfalle”. Se nel mio romanzo descrivessi il sole sul davanzale, guarderei sotto F e troverei polvere di farfalle. Sarà utilissimo. L’albero “ombreggia polvere di farfalle”….”

Virginia Woolf

 

E si narra che, sotto le profondità, ci siano gli uomini braccia grandi.

Le persone, sin dai tempi antichi, si dividono in terreni, sottoterreni, celesti, arborei, lagumani, fiumani e marini.

Si dice che il mondo giri intorno al sole, questo potere è dovuto agli uomini braccia grandi, appartenenti alla specie dei sottoterreni.

Si dice anche che i sottoterreni non abbiano mai visto la luce naturale e assaporato il suo calore. Fanfaluche!

Il padre di Carl, detto capelli di radice, fondò la compagnia dei nebbiosi, sotto la città che voi terreni chiamate New York. Circondato da donne rubiconde e contrabbandieri lunghe zanne, perì dopo aver bevuto un bicchiere di moscovita e mangiato un piatto di ratti alle ghiande. La sua morte creò dissapori e tumulti, fu così che i nebbiosi si scissero in salamelecchi e tradizionalisti.

I tradizionalisti sono a capo del pelle e ossa, Carl, figlio di Gustav il primo. Il primo re dei nebbiosi.

Ci sono molte leggende metropolitane sui sottoterreni di New York, ecco, sappiate che sono tutte vere. Si narra che i nebbiosi di Carl vivano a cento metri e più di profondità. Si racconta che ci siano botole, trappole, contrappesi e scale, e che gli intrusi non facciano più ritorno. I newyorkesi lo sanno bene, e convivono con i cori delle ombre senza darsi tanti pensieri. In fondo, se non fosse per loro, il mondo non compierebbe il suo giro, e verremmo tutti spazzati via dalla non gravità. Così fu detto, così fu scritto.

Sebbene non sia facile comprendere il ruolo dei sottoterreni, sappiate che sono come le formiche, e  ogni gruppo ha un compito ben preciso. I macchinisti, chiamati anche uomini braccia grandi, stanno dietro a giganteschi mulini, e quando dico giganteschi non è tanto per dire. Manovrano congegni, girano pale, premono pulsanti di ghisa. Ogni tanto inabissano le loro lunghe braccia in cavità oscure, nessuno sa bene cosa ci sia all’interno. I chiudiporte hanno il compito di tenere chiuse tutte le porte, e come quelli di Gustav Leroux, sono chiamati i cacciatori di correnti d’aria. Ora, so già a cosa state pensando, beh, sappiate che il famoso Erik, quello dell’Operà di Parigi, sì, quello che s’innamorò di una certa Corinne, no Christine, era anche lui un sottoterreno. Leroux scrisse il romanzo, dopo essere caduto in un tombino. Si sa i  francesi sono liberali, anche nel sottosuolo. I laternisti, chiamati lucciole, benché ho i miei dubbi che i sottoterreni sappiano cosa sia una lucciola, fanno in modo che non manchi mai la luce. Come in un romanzo fantastico, i sottoterreni vivono in una specie di medioevo, l’energia elettrica proviene dalla combustione di homus, magma e ossigeno; i macchinisti oltre a far girare il mondo, si preoccupano, attraverso impianti di ariasagomata, di far andare quelli che voi definireste elettrodomestici; alle luminarie ci pensano i laternisti. Le luci sono soffuse, ma contrariamente a quanto si pensi, i sottoterreni hanno occhi enormi, la vista e i polmoni si sono adattati all’ambiente. Vedono al buio e l’ossigeno, che scende attraverso grovigli chilometrici di tubi, basta e avanza. I fabbricabolle si occupano di progettazione, le sfere che proteggono i mulini sono opera loro. I concretisti fanno in modo che i macchinisti e i fabbricabolle svolgano il proprio compito. Gli urlatori manifestano la presenza di un invasore, la voce è così potente, che tengono la bocca chiusa gran parte della loro vita. Ci sono i dormienti, anche chiamati lettori di sogni; i chamberlain, che avvisano quando un macchinista sta entrando nelle sale dei fabbricabolle, quando un fabbricabolle vuole essere ricevuto da un concretista e così via. E ancora: i solleticapiedi, i paludosi, gli operosi, i curacorpi, i membra, i silenti, i soffianotizie, gli spettri, i mentor ed infine la stirpe. I membra sono abili concubini, maschi o femmina, sono rispettati da tutti. Così fu detto, così fu scritto.

Gustav il primo fondò la compagnia dei nebbiosi, per diffondere il sapere degli impianti d’aria sagomata al popolo dei marini. Attratto dal mondo dei terreni, e dai libri di Melville, si spinse fino in superficie, e ne rimase deluso. Così, attraversò colline, valli e paludi e conobbe la nebbia, e affascinato dalla sua forma, la rinchiuse in un piccolo barattolo. Arrivò ad una grande gigantesca pozza d’acqua, e utilizzò lo scafandro degli operosi, per vederne le profondità. I tritoni, avvistato il pericolo, lo portarono al cospetto della Regina del pacifico, che era pronta a fagli tagliare le braccia e le gambe, e lasciarlo su uno scoglio, come monito per i disubbidienti. Fu così che Gustav primo, tirò fuori dal contienioggetti della gonna (i sottoterreni portano le gonne) il barattolo con la nebbia, e lo porse alla Regina, la quale stupefatta, fu conquistata dalla strana creatura. Tra il popolo dei marini e Gustav nacque una particolare amicizia. Qualcuno narra, che imparò l’arte della politica, altri, che si fece sottomettere dall’insaziabile Regina. Quando tornò a casa fondò la compagnia dei nebbiosi. La diffusione del sapere aveva uno scopo preciso, il progetto di Gustav era vasto: allargare il regno dei sottoterreni, imparare a respirare sott’acqua e cavalcare le balene.

Carl, come gli altri nebbiosi, non ha compreso il progetto del padre. I tradizionalisti cercano di mantenere l’ordine: chiavistelli, porte chiuse, luci accese. I salamelecchi, invece, più goliardici, vogliono dar potere ai membra;  modificare i compiti dei fabbricabolle. I nebbiosi fanno parte della stirpe, sono filosofi, mezzi politici, senza idee precise. Gustav, quando fondò la compagnia, menzionò del  meccanismo che regola gli ingranaggi. Farneticò di sale e di nebbia. Si circondò di contrabbandieri zanne lunghe per distogliere l’attenzione. Si diceva: “Ogni cosa a suo tempo. Fondo un regno, gli regalo dei sogni, poi, rivelo i miei progetti!”. Una ghianda avvelenata gli ha rovinato il piano, e nessuno conosce la verità!

Come faccio a sapere queste cose? Io sono la Regina del Pacifico. So sempre tutto. 

Favola contorta scritta secoli fa – SimonaEmme

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