Giorno 115 – Il grande Inverno

L’inverno è una coperta, un po’ fredda, in cui gli animali trovano riparo. Immagino le lucertole e le formiche nelle loro tane. Addormentate, sotto il tepore della terra. Ed è così, penso, che gli sciamani crearono le storie, osservando.

Vi ho mai parlato dei cinghiali della Siberia o dell’orso nella mitologia nordica?

Nei miti Inuit l’orso polare si unisce alla donna. Penso che alcune popolazioni ci percepissero come un tutt’uno con la Natura. Forse, mi dico, sono solo romanticherie.

Eppure a me piace pensare agli spettacolari funerali dei regnanti danesi, a quegli stendardi dorati, alle navi date alle fiamme, mentre scivolano nell’acqua, in un viaggio da cui non faranno ritorno.

Sono sopraffatta dai nomi antichi come Gilgamesh, Peredur, Gefion. E capisco la follia di Ludwig, pure Ludwig è un bel nome. Sì, vorrei una sala del trono, possedere una nave e spingermi ai confini del mondo. Unirmi ai complottisti, scendere per ventimila leghe sotto i mari e inabissarmi tra creature e relitti.

Voglio trasformarmi in marmotta. Perdermi tra le praterie, nutrirmi di bacche, licheni. Mettere su famiglia, moltiplicarmi. Infilarmi in una tana.

Voglio trasformarmi in un capodoglio. Immergermi per quattrocento metri in profondità. Capovolgere le imbarcazioni. Spaventarvi con il mio soffio.

L’inverno è una brezza fredda in cui gli spiriti colorano i propri capelli con nuvole gonfie, ingrigite. Con un battito di ciglia si addormentano e proteggono le piccole creature. Ed è così che gli insetti si infilano nei nidi e lo scoiattolo si concede lunghe pennichelle.

Solo il cacciatore non dà tregua, e instancabile spara a qualsiasi cosa si muova. Il martin pescatore e l’airone cenerino si danno appuntamento sulla sponda del fiume. Infischiandosene allegramente del frastuono.

I leprotti sbucano ogni tanto nella campagna circostante, mentre le civette lasciano tracce del loro passaggio, senza farsi notare.

Ed ecco arrivare la tormenta.

I codirosso, le anatre, gli scriccioli svaniscono, risucchiati dalle fauci dell’inverno.

12/12/2017 – SimonaEmme

 

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