Giorno 130 – Solstizio d’Inverno

Finalmente è inverno. Questo giorno si festeggia da secoli, millenni…

A me piace il vocabolo “secoli”, ha un che di arcano, misterioso, prodigioso. Indubbiamente sublime. Non trovate anche voi?

Zitti. E’ arrivata la tormenta. Shhh. Scende la neve. Non è vero? Che importa. Copertina sulle gambe, cioccolata calda, un buon libro. Ed ecco che avvertiamo il tepore, quel caldo familiare che ci somiglia. Ci basta una parola. Se dici gelo facciamo brrr, se dici falò sorridiamo. Lo so.

La nebbia è un lenzuolo. La brina è un ricamo. La neve è un dono. Se poi piove, arricciamo il naso. A noi piace sognare. Nastri rossi e colorati, scatole giganti, alberi lucenti. Basta poco.

Nella tradizione germanica Yule era la festa del solstizio d’inverno. Il giorno più corto dell’anno. Chissà perché a me piace pensare ai lupi che ululano nei boschi, alla casetta di marzapane e a qualcuno che si perde… brrr. Un po’ di enfasi signore/i, dai! Una coltre gelida intrappolò gli alberi oltre il lago… Sì a me piace credere che gli antichi germani raccontassero fiabe spaventose o traboccanti di meraviglie.

Un tempo si accendevano fuochi…

In questi giorni cucino dolci aromatizzati alla cannella, allo zenzero o torte salate un po’ piccanti. Illumino la casa di candele bianche e dorate. Lego un nastro rosso ad un ramo dei miei alberi, esprimo un desiderio… shhh. Purifico la casa con essenze invernali, talvolta bastano le torte e gli agrumi per profumare una stanza. Poi, preparo un buon vin brulè (vino, mela, cannella, arancia, limone, zucchero, chiodi di garofano, noce moscata…). Ed è magia.

Questo post lo dedico a voi, a quelli che pazientemente su WordPress, Blogger e Facebook hanno seguito fin qui il progetto 365 giorni. Lo dedico alle mie amichette Raffaella e Rossella. A Elena C. e Lunaspina che hanno due facce stupende, quelle facce alla Bradbury e io mi sono capita. Lo dedico a Paola T., Carla e Tatiana. Lo dedico a Claudia S., così naif. Lo dedico a Jessica che mi richiama quando “capriccio”. Lo dedico a Elena Mamiya e a Ketty per la loro contagiosa simpatia. Lo dedico a Tullia, Amica da poco. Lo dedico a Natasa che, porca miseria, è sempre felice. Lo dedico a Marina, campionessa di capriole. Lo dedico a te, Silvia, che non sbagli una virgola nemmeno quando dormi, il tuo 110 e lode è meritato! Lo dedico a tutti quelli lasciati per strada ma che fanno parte di me…

Foto di Simona Emme… pure il testo (e non che il testo sia un granché, però la dedica è sentita 😉)

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