Giorno 148 – Tradizioni

8 gennaio

Nel Veneto il falò (buriolò, pan e vin, brugnelo) non si poteva fare come si voleva, esistevano delle regole ben codificate nel tempo. Il fuoco era il simbolo di una purificazione radicale, in cui la Terra ritornava ad essere feconda e produttiva, pronta a rigenerare il nuovo ciclo vegetativo. Il simbolo della sterilità era la Vecia (vecchia), distrutta dalle fiamme. Dal fondo oscuro del campo, appariva, con un rumore di catene, la Veceta (vecchietta), la fata benefica, accolta dalle urla degli astanti: la rompe le cadene, la rompe le cadene (rompe le catene). Erano “le catene” con cui era trattenuta dall’inverno, in segno di liberazione dal male (sua e dei celebranti), la veceta offriva “i dolci dei morti”, una mela, le fave, le fritole (frittelle), tutti simboli di morte e vita, morte e rinascita. La vita degli uomini e degli animali riprendeva con rinnovata energia.

Fonte: “Santi e contadini – Lunario della tradizione orale veneta” di Dino Coltro

***

Hygge significa godersi la vita senza stress. Vivere pienamente l’oggi senza angosciarsi per il domani. Il popolo danese è riuscito a perfezionare in modo straordinario questo stile di vita e oggi può vantarsi di essere il popolo più felice del mondo.

La cioccolata: una bevanda calda di culto (articolo per onnivori, vegani e vegetariani)

La versione classica la conosciamo e amiamo tutti, ma persino questa raggiunge un più alto livello di gusto se si usa del vero cioccolato al posto del cacao in polvere e si guarnisce con panna montata. Si grattugia finemente il cioccolato nel latte caldo e lo si mette sul fornello a riscaldare un altro po’. Provate varietà diverse di cioccolato: leggermente amaro, al latte o bianco. Con quest’ultimo si accompagna benissimo l’estratto di vaniglia, mentre il cioccolato semiamaro può essere aromatizzato con una fetta di arancio bio. Una volta scelta come base la tavoletta di cioccolato che più vi piace, si può dare il via agli esperimenti: la cannella è perfetta, anche lo sciroppo d’acero è gustoso, un po’ meno convenzionali sono il peperoncino o il pepe di Cayenna, qualche foglia di menta fresca dà un tocco britannico e il burro di arachidi apporta dei sentori di nocciola. Oltre alla panna, per completare, si può ricorrere ai marsh mallow, tipicamente americani e molto dolci. Come ultima alternativa vi proponiamo il latte vegetale. Non solo per vegani e intolleranti al lattosio, le diverse qualità di latte vegetale in commercio offrono varianti di gusto in quantità. Dal latte di soia leggermente dolciastro al latte di cocco esotico o al latte di mandorla, si può provare di tutto. Apritevi ai gusti più insoliti e sperimentate le tante varietà della bevanda di culto Hyggeling.

Da “La felicità con il metodo Hygge” di Susanne Schaller

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Foto da “A piedi nudi – il segreto delle piccole cose” libro fotografico di Simona Emme – 2017

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