La mappa dell’immaginazione

Penso sempre che l’oggettività mi abbia salvata.

Sono le distanze che frappongo fra me e gli altri, tra i singoli individui e il branco che talvolta mi fanno apparire incoerente. Che lo sia o meno sono affari che riguardano la mia coscienza.

***

Rimango a bocca aperta quando inciampo sulla soglia della bella scrittura. Perché non dirlo? Più che scrivere (blablabla) so leggere e piuttosto bene. Anzi, ho deciso, alla mia veneranda età, di imparare il latino.

C’è chi scrive in modo pomposo. Pensa: “Se sostituisco fenomeno con prodigio e buccia con baccello, il mondo cadrà, prostrato*, ai miei piedi.”

* prostrato: abbattuto e sfinito.

C’è chi fa periodi troppo lunghi innescando, nel lettore più attento, una fastidiosissima apnea.

A me piace la scrittura onirica, ma alla Virginia Woolf, alla Ray Douglas Bradbury, non penso che sostituire la parola “bello” con “grazioso” sia  una di quelle idee che cambiano la vita. Eppure, girando per il web, cado – e mi sottraggo – leggendo lo sfarzoso sforzo dei più, prigionieri delle proprie opere e (o)missioni. Tuttavia non sta a me giudicare il lavoro altrui **. Anche se…

** Se pensi di essere tra queste persone non fartene un cruccio. Non è stato arrecato alcun torto e non hai cagione di lagnarti.

***

Sono animista e come tale mi meraviglio, sorprendo di tutto. Conoscete lo stupore?

E’ da tanto, e lo dico con franchezza, che non affronto libri sul folclore, tradizioni e chi ne ha più ne metta. C’è troppa concorrenza, e non lo dico per polemizzare, per attirare commentatori scomodi. Le ricerche più interessanti, che ho letto in quest’ultimo anno, riguardano “il culto della Dea in Italia”. Chi mi conosce lo sa che il mio “sentire” è lontano da certi modelli. Quando leggo la parola “archetipo” rabbrividisco. Si sa, i suggerimenti lasciano il tempo che trovano.

Riflettendo su me stessa, e inciampando su alcuni scritti di Laura Violet Rimola (che non leggevo seriamente da anni), mi sono detta: “Ohibò!”

Laura ed io non ci frequentiamo*, diciamo che ci siamo tolte l’amicizia a vicenda per non fare torto a nessuno. Apparteniamo a due mondi differenti. Se ci piacessimo, io sarei un elefante (sto ancora pensando se scegliere l’ippopotamo e se “un” vada con l’apostrofo, visto che sono femmina) e lei un delfino. Questo per rendere l’idea.

Il post è: qui

Dell’articolo mi è piaciuto:

  • l’entusiasmo della ricercatrice
  •  la narrazione incalzante (ero lì con lei)

    Ho quindi pensato che, come dovevo aspettarmi, era impossibile entrare, e stavo quasi per andare via, quando mi sono ricordata il sogno della notte precedente, nel quale la porta della chiesa si apriva e io riuscivo ad entrare…
    Ho riprovato quindi a far scorrere con fatica la sbarra di ferro nei passanti arrugginiti, ho spinto forte… e il portone si è spalancato.
    Un’ondata di aria gelida e odorosa di polvere, umidità e muffa mi ha letteralmente invasa, e con un po’ di titubanza, un misto di entusiasmo e di “era meglio se non si apriva perché ora la chiesa mi crolla addosso”, sono entrata, facendo meno rumore possibile e stando attenta a camminare nella parte in cui il tetto era più integro.

  • la passione** per queste piccole grandi cose, una passione che in molti, anche chi legge, si sono scordati. In un altro articolo ha addirittura (se non ricordo male) avvisato il FAI. Ma in quanti si preoccupano dell’arte?

* Da qui nasce il sospetto di incoerenza (la mia). Del resto l’oggettività è una parola sconosciuta anche per chi sa scrivere piuttosto bene.

** Quel sentimento che smuove le montagne.

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Mi sono arresa alla natura. Sublime insegnante. Ed è così che ho imparato, negli anni, a fotografare. A me non interessava mostrare il luogo, volevo portare la persona in quel luogo. E quando ho compreso che la fotografia non bastava più, sono andata oltre. La scrittura è come la fotografia. Devi amare quello che racconti.

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Racconto Gotico è nato per caso, la vigilia di Natale.

Abbandonare Alice e James è stata una piccola tragedia. Quando scrivi diventi parte della storia. Ti immergi.

Il titolo nasce dalla mia passione per una certa letteratura. Amo le atmosfere alla “The Witch” (film del 2015) , tuttavia sono romantica come Charlotte Brontë e meno divertente di Jane Austin. Alice ha molte affinità con Jane Eyre.

A differenza di alcuni scrittori non programmo le storie, non ho i capitoli in mente. Qualsiasi cosa io scriva (post e libro) nasce, cresce e finisce per caso. Non seguo un filo, anche se il filo nelle mie storie c’è sempre e gli indizi sono disseminati ovunque. Per certi versi il mio modo di fare è simile a quello di King, quando mi prefiggo di scrivere, accendo il pc e aspetto. Esce sempre qualcosa.

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Il mio secondo libro “La ricerca di Agata” tratterà anche di streghe,  ma non posso dire altro. La protagonista a breve volerà a Salem…

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Testi, fotografia di SimonaEmme (Matarazzo Simona) – è vietato copiare, prendere in prestito (senza il mio permesso).

Testo da “Una Madre del Latte da salvare” di Laura Violet Rimola –  è vietato l’utilizzo

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Se qualcuno ha fatto qualche ricerca sulle madonne vestite di nero e su quelle addolorate mi faccia sapere. Thank You.

3 pensieri riguardo “La mappa dell’immaginazione

  1. Un po’ mi spiace non veder pubblicato il saggio, lo sto leggendo davvero con molto piacere ed è una miniera, senza dubbio. Spero un giorno di vederlo collocato in una casina, magari anche digitale 🙂 Ho amato tantissimo il Dracula di Stoker e ancora di più il Frankestein di Shelley, mentre il Vampiro di Polidori mi sbuffa da uno scaffale della libreria insieme agli altri libri che sto facendo aspettare. Mi piacerebbe essere una di quelle persone che prende un libro e lo finisce in un giorno, e a volte l’ho pure fatto, ma per lo più leggo dieci cose contemporaneamente e a volte devo ricominciare un testo tre volte perché lo confondo con gli altri. Ho la soglia d’attenzione di un gatto, me lo dico sempre 😦

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    1. PS: Mi riprometto sempre di ricominciare a seguire Laura Violet, forse ci siamo incrociate dieci anni fa su Splinder, ma con tutto il tempo che è passato non ne sono più sicura. Ho sempre apprezzato il suo sentimento e come fa sentire dentro la sua scrittura

      Piace a 1 persona

      1. Premettendo che di Laura non mi piaccia tutto tutto, anche perché RINGRAZIANDO LA MIA INTELLIGENZA (non è riferito a te e Laura), leggo e mi interesso ad altre 1000 cose ma non sono tra quelle del “non ti leggo perché non ho tempo” , il tempo lo mastico a colazione. Stavo dicendo? Quando scrive questi post riesci a vedere cosa ha visto. È inutile che le diciamo “dovresti scrivere” perché già lo fa e mi hanno detto pure che è brava. Chiuso il capitolo Laura.

        Non mi pagano mai per tutta queste pubblicità. Fra 3 anni, quando ne farò 50, divento una talent scout o come cribbio si scrive. Preparati.

        Per il resto sono come te, quante volte dovrò scriverlo? Mi distraggo e ora, non quando avevo la tua età, perdo il filo… ahahah. Mi manca il tuo bagaglio ma vabbeh a 100 anni ti raggiungo. Baci

        E come sempre spero che il Samsung non abbia scritto cavolate al posto mio. Kisses

        "Mi piace"

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