La teoria dei sei gradi di separazione vale solo per me. Mi piace pensare che sia così…

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 “La misantropia si sviluppa quando una persona, ha riposto completa fiducia nei confronti di un altro che sembri essere di buon animo e veritiero, scopre poi che questa persona in realtà non lo è. Quando questo succede troppo spesso, ecco che essa comincia, inevitabilmente, a odiare tutte le persone e a non fidarsi più di nessuno.

Platone

***

A ben guardare, seguo i personaggi “dimenticati”, quelli strani, che magari hanno avuto vite apparentemente semplici. Apparentemente.

Se guardo una foto scattata di Inge Morath, una qualsiasi

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e la confronto con una di Vivian Maier, una qualsiasi

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Scelgo lo scatto di Vivian. Le persone “strambe” osservano il mondo con altri occhi. Per me è così.

Se prendo l’autoscatto di Diane Arbus

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e lo confronto con quello di Vivian Maier, uno qualsiasi

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Scelgo ancora Vivian. Sebbene Diane Arbus fosse tante cose fuorché serena, Vivian, che per natura non era una simpaticona, trasmette quel qualcosa, che chiamo antipaticamente “la cosa in sé”.

Qualcuno starà pensando che bisogna essere dannati, tristi o patetici per creare qualcosa di buono, non vi preoccupate, e lo dico per tutte le anime felici, Magritte è l’eccezione che conferma la regola.

A me piacciono le persone serene, già detto. Invidio la pelle, i capelli, gli abiti, le case chiare, i libri sparsi ovunque in quel disordine ordinato. Sono dei quadri viventi. Le loro pagine le riconosci dal colore: scatti di cani pettinati, gatti in posa plastica, volti sorridenti, librerie pulite, tazzine scintillanti, giardini colorati, bambini saltellanti, fiori rugiadosi, nuvole ciccione, alberi da abbracciare.

Sì, a me piacciono le persone piene di vita, ottimiste, quelle che progettano sempre.

Nonostante ami Magritte o Agatha Christie, alla fine simpatizzo per Lee Israel. So cosa voglia dire essere una persona complicata.

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Lee Israel, scrittrice biografa, nel 1991, per pagare l’affitto e le cure del suo gatto, ruba delle lettere di Fanny Brice e le rivende. A quel punto le viene un’idea, e scrive la bellezza di 400 lettere, firmate con nomi di personaggi famosi, come Hemingway o Dorothy Parker. Nel frattempo ruba altre lettere da alcune biblioteche, sostituendole con dei falsi e rivendendole. Nel 1993 viene condannata a sei mesi di arresti domiciliari e cinque anni di libertà vigilata. Nel 2008 pubblica il libro “Can you ever forgive me?” da cui è tratto il film “Copia originale”.

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A me piacerebbe essere come gli altri. Acquisto scatole, carta, cartoline, ninnoli, che vorrei spedire a chi mi sta a cuore. La maggior parte delle volte le lettere dimorano in un cassetto e le “scatole” rimangono chiuse, da qualche parte, in un angolo remoto della casa.

Un giorno forse…

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