Estate – Anima(animismo) – Rosa dei venti

Per motivi lavorativi, e strettamente personali, non riesco a scrivere il post che vorrei sull’Estate, la stagione dei sogni. Quindi recupero un po’ di vecchi post per “trasmettere” la mia idea di Estate e di Vita.

… Rievoco le estati passate… sento il canto insistente delle cicale, rivedo le salite sotto ad un sole francese, implacabile, e rimango in ascolto, TOC, TOC, TOC, TOC: il cuore bollente della terra. Campi di lavanda, meloni e vigneti. Borghi arroccati tra dirupi scoscesi. Ho voglia di avventure. Amo l’estate. Scriverò appunti, fotograferò le nuvole, danzerò a piedi nudi, accarezzerò gli alberi, parlerò con i grilli e correrò dietro alle farfalle. Non scorderò.  Custodirò i ricordi, sorriderò alle disavventure.

Riderò, raccontando di quella volta che abbiamo fatto da Plitivice a Pola sul carroattrezzi e delle ore passate in carrozzeria.

Sì, amo l’estate. Per i viaggi, i grilli, le cicale, il cuculo, i cieli, le bibite ghiacciate, i gelati, le giornate lunghissime e quella voglia di scoperta che mi porto dietro da quando ero bambina.

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Estate 2017

Adoro le mappe, qualsiasi mappa. Vi ho mai raccontato di Salgari? Del viaggiatore di libri? Ecco, alcune persone attraversano il mondo soltanto con la penna. Emilio Salgari aveva dei baffi buffissimi, all’insù, come si usava all’epoca; scriveva di avventure e ci si buttava a capofitto. Ha fatto sognare milioni di lettori. Un giorno ti ritrovavi in Paraguay, un altro in Malesia, un altro ancora nelle Antille. E non importa se c’eri stato oppure no, come in tutte le storie, quello che contava era il sapore.

Quando arriva l’estate mi torna in mente Salgari con i suoi luoghi esotici. Oggi la fantasia è fuori moda.

Parlare di viaggi per me è un piacere. Talvolta non capisco gli altri, quando non riescono a trasmettere la gioia che hanno provato nel vedere un’opera, una mostra, una cascata, una foresta. Spesso mi capita di fare domande del tipo: “Dove sei stato? Cosa hai visto? Dai racconta…”.

… Poi, c’è chi racconta di come la notte australiana si vesta di diamanti e zaffiri.

Il viaggio, qualsiasi viaggio, è fatto di percorsi: chiesette, castelli, dirupi, fiori, cieli stellati, disavventure, odori, sapori, cibo, bevande, suoni, camminate, sudore. Ogni posto in cui andate, che sia una località di mare, un luogo vicino o una meta esotica  dona qualcosa. E’ una cicatrice che prude ogni volta che avvertite un profumo, una musica…
Mi piace frequentare le agenzie di viaggio, è un po’ come Tiffany per Holly. E poi, seduta sullo scalino di casa mi nutro di destinazioni e MAPPE. E per quanto vi sembri un’immagine romantica, ricordiamoci il sottofondo della strada.

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Osservatori di stelle – ESTATE 2013

Per chi non lo avesse capito adoro “muovermi”, e non tanto per la meta, non tanto per raccontare di essere andata in un certo luogo. Mi piace osservare le cose da un’altra prospettiva. Perdermi nelle crepe di una foglia, nel silenzio di una nuvola.
Così, non passa giorno che non pensi di non aver trasmesso quello che volevo trasmettere. Ad esempio, ho dormito due settimane a casa dei miei per accudire le loro piante e la loro dimora, mentre se ne stavano belli belli al sole in un’isola della Grecia. Aspettavo la sera per ammirare le stelle. Prima di andare a letto, bevevo un bicchiere di birra ghiacciata sul terrazzino e come una sciroccata guardavo su in cielo, mentre la notte abbracciava la città. Poi, ci sono delle sere, in estate, in cui l’aria è così perfetta, come posso dire? Cristallina, che si riesce a sentire il suono del treno accompagnato dai grilli.
Nella mia “grotta” il cielo non esiste, a luglio dormo con le coperte, ad agosto con le lenzuola. Nelle giornate di pioggia la casa è buia, nelle giornate di sole c’è una flebile luce.
Alcuni  hanno chiesto il motivo per cui andassi a dormire in Africa (la dimora dei miei), ma come si può spiegare ad un cieco la bellezza delle stelle? E poi, vabbeh, il caldo ha mai ucciso qualcuno? Togliendo le eccezioni? E come si può apprezzare una bibita ghiacciata senza l’estate? E’ come togliere la salita ad una montagna.
Amo la vita per ‘ste cose stupide! Toh, la luna piena! Toh, domani viene a piovere!
Poi, ecco la coda di una volpe sbucare dal bosco, e l’esistenza acquista sapore.
Mentre curavo le piante dalle erbacce, – non so esattamente se il mio pollice sia nero, quello di mia madre è sicuramente verde -, pensavo ai piccoli gesti. Mia madre noterà che le ho ripulite dalle foglie secche?
E ogni anno, da più di dieci anni, faccio il solito post sull’estate. E non è che ami Coehlo, anzi, aborro le lezioncine, le banalità inutili.
Adoro le mappe, i cartelli e le segnaletiche strambe, tutte le leggende intorno ad un albero o ad un corso d’acqua. La vita non può diventare una favola?

Regionali in estate – 2013

… L’aria condizionata non funziona, i finestrini sono mezzi aperti e si boccheggia comunque, quando qualcuno si alza per scendere lascia un’ombra di sudore sulla poltroncina. Ci sono macchie ovunque, la pelle dei sedili è tagliata e i vetri sembrano opere di Mirò! Per non parlare dell’odore che ti penetra fin dentro le narici, e non le fa fremere, ma le brucia. Odore di ammoniaca, probabilmente piscio, alcune volte, se ti va bene, è solo puzza di gabinetto o di gomma bruciata. Ti domandi cosa direbbero alla TV se deragliasse? Treno regionale veloce per Venezia? TRENO? C’è un ammasso di vita che si adatta a respirare odori altrui. Carne che si scontra con le altre, valigie che potrebbero cadere da un momento all’altro. Del resto un freccia costa il triplo di un regionale, e i regionali sono per le persone che vogliono risparmiare: niente rimborsi, niente trattamenti di favore, niente acqua e/o cibo, niente controllori (mai visti sui regionali a lunga distanza), niente aria condizionata, niente gabinetti ma solo CESSI. Sui regionali scambi sempre due parole con qualcuno, questo sì. Un giorno probabilmente finiremo per viaggiare sui tetti dei treni.

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Il fantasma delle Estati Passate

Era una mattina tranquilla e la città era ancora avvolta nel buio, infilata a letto. Il tempo diceva che era estate: il vento aveva quel certo tocco e il respiro del mondo era lungo, caldo e lento. Bastava alzarsi e sporgersi dalla finestra per sapere che questo era il primo giorno di libertà e di vita, il primo mattino d’estate.
Douglas Spauding, dodici anni, appena sveglio, lasciò che l’estate lo cullasse nel flusso pigro dell’alba. Coricato nella stanzetta del terzo piano, col tetto della torre sopra di lui, Douglas si sentiva forte in quella stanza alta che cavalcava il vento di giugno, nella torre più imponente della città. Di sera, quando gli alberi si mescolavano in un’unica ombra, lui scoccava le sue occhiate in tutte le direzioni, come dall’alto di un faro, sull’oceano di olmi, querce e aceri mossi dal vento…

Ray Bradbury (ovviamente)

Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito.

Gabriel Garcia Marquez

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– 2018 –

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L’estate è un micro immenso universo, dove tutto è possibile e allo stesso tempo irraggiungibile. Miraggi sommersi, gusci vuoti, piccoli e deliziosi relitti sulla punta delle labbra. Silenzi, attese, ritorni. La forza centrifuga, l’attrazione della luna, il bacio della marea. La guerra delle onde e della sabbia, castelli e secchielli. Costellazioni di conchiglie e distese di stelle. Gelati, forti raffiche di vento, bandiera rossa.
L’estate è una sfera trasparente, dove le cicale e i grilli esprimono il loro canto. Nuvole in viaggio, petali di farfalle, ali di insetto e nettare. Danza della natura, arrampicate prodigiose: l’anima delle cose. Mutevoli albe, tramonti, vette e capelli d’albero.

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Simona

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2 pensieri riguardo “Estate – Anima(animismo) – Rosa dei venti

  1. L’ho preso anch’io un regionale per Venezia di recente, già in autunno la puzza era incredibile, non oso immaginare d’estate!
    Il tuo prologo sa tanto di poesia, si legge davvero con molto piacere.
    Ti auguro una bella estate in movimento 🙂

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  2. Ricordo quasi tutti questi scritti. 🙂
    Essi fanno veramente sentire l’odore dei campi e il canto delle cicale. E concordo sulla voglia di andar via.
    Ho solo una piccola nota… l’estate può uccidere, sì: può uccidere me, ahaha! Ma io, da metereopatica sono un caso patologico. Ogni anno d’estate mi viene qualcosa (epicondilite, contrattura muscolare, infiammazioni varie, rosacea ecc.. ) e di alcune poi non riesco più a liberarmene. Ma credo sia colpa della città. Al mare o in montagna mi passa tutto, e tutto diventa bello, forse perchè l’acqua del mare è fredda e in montagna è fresco. Questa città è un forno irrespirabile. Mi salvano i sogni…. e l’aria condizionata. 😀
    Un bacione Simo, felice estate
    Ps: torna su blogspot. Qui ti mettono gli annunci pubblicitari in fondo al post. A meno che non li abbia accettati tu ovviamente, in qual caso fai finta che non ti ho detto nulla 😉

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