Sulle tracce della felicità – seconda parte

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Quando visiti un sito vichingo riesci a cogliere la naturale bellezza della Danimarca.

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Sopra “Tumulo sepolcrale” a Jelling (Jutland centrale)

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Il piccolo stato della Danimarca racchiude una parte di storia Europea, durante l’età vichinga Harald Blåtand rafforzò il suo territorio grazie alla costruzione di fortezze circolari (fine del X secolo).

Il Vallø Borgring è una fortificazione vichinga situata in Selandia.

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Alcuni link: Wikipedia e la pagina web del sito

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Il sito di Trelleborg (Selandia):

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Una semplice collina in Danimarca cela più storie.

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Hohøj  è il tumulo più grande della Danimarca con un’altezza di 12 metri e un’altezza totale di 110 metri. Il tumulo ha un diametro di circa 72 m.

Hohøj è uno dei principali monumenti antichi dello Jutland. Negli anni molti hanno tentanto invano di scoprire i segreti della collina, ma dal 1898 è un luogo “protetto”. Gli interventi sono consentiti raramente. Sappiamo che il popolo dell’Età del Bronzo eresse per la prima volta (3400 anni fa) una base alta e piatta, che era sostenuta esternamente da grandi pietre.

Un’antica leggenda ha dato vita al nome Hohøj. Si narra che il re Ho sia sepolto nel tumulo con indosso un’armatura dorata. Un’altra leggenda racconta che lì viva un montanaro ricchissimo e che a volte si senta il coperchio del suo scrigno battere. Chi profana il suo regno per cercare il tesoro subirà la sua ira.

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Il cimitero vichingo di Lindholm Høje (Jutland) è il più importante sito sepolcrale vichingo. Le sepolture sul lato sud risalgono al 1000 – 1050 d.C. (epoca vichinga), mentre quelle settentrionali, in cima alla collina, sono del V secolo d.C..

Le sepolture a forma circolare sono femminili, quelle triangolari, a forma di nave, maschili.

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Spesso, in modo errato, si pensa che i Dolmen (tombe megalitiche preistoriche) esistano solo in Gran Bretagna o in Francia (Bretagna), mentre i più belli, ad esempio, si trovano a Wéris (Belgio). Ad ogni modo, come è accaduto altre volte, sono andata alla ricerca di una tomba antica. Non ne posso fare a meno.

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Il dolmen di Poskær Stenhus risale al 3300 a.C.

Il circolo di pietre è il più grande della Danimarca.

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E poi c’è l’infinita bellezza…

Prossimamente “Hygge”, alla ricerca della felicità. Il vero motivo di questo viaggio e di “come sono cambiata”.

Dalle scogliere alle dune del nord. Dalle rondini ai campi di grano. Dove tutto è silenzio. Dove tutto ha inizio.

Ringrazio davvero di cuore tutte le persone che hanno seguito il mio viaggio su Facebook, grazie. A me piace pensare di trasmettere bellezza. Ci provo.

Ringrazio Raffaella, Lunaspina, Elena, Simona, Tatiana, Magica Emi, Morena, Carla, Laura, Marina… insomma mezzo Facebook. Ringrazio soprattutto Nat (grazie per le bellissime parole, quanto hai ragione!), Silvia per la pazienza e ovviamente mio marito Stefano, che nel mentre scrivo ‘sto post sta finendo di costruire un alambicco per distillare un liquore, sperando che non faccia scoppiare la casa. Nei miei racconti descrivo uomini forti e tenebrosi, ma, diciamolo, ho sposato un pasticcione, che ne combina una più di Bertoldo. 

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4 pensieri riguardo “Sulle tracce della felicità – seconda parte

  1. Bellissime foto, e quel sito è stupendo, davvero!!
    Vero, i dolmen non sono solo in GB e Bretagna. Sono in Spagna, qua e la in Europa e… in Puglia. Ce ne sono molti. E in Toscana c’è un cerchio di pietre.

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  2. Dimenticavo. Sono contenta che hai così tante amiche su FB, che Nat sia carina con te ecc… . Spero non sia solo tutto virtuale. Ricordo i tuoi momenti bui, ne parlammo molto. Sono davvero contenta per te, e spero che quei momenti non tornino più.
    :*

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    1. Il numero di persone che avevo sui blog ora sono su Facebook. Ho ritrovato, oltre a Silvia, anche Marina, Carla, Francesca, Alex, Danila… Ho sempre “ringraziato” chi mi legge e chi mi dà “qualcosa” e fatto apprezzamenti quando vedo qualcosa che mi piace, non è una novità. Nella mia vita, non l’ho mai negato, ho avuto pochissimi amici. Ora come ora non ho amici veri.
      Le amicizie virtuali sono e rimangono virtuali, per la lontananza, per le vite e i mondi differenti. A me piace il web, a livello “umano”, perché nella mia città se parlo di un fillm, viaggio, libro… non frega a nessuno o quasi. E quando frequenti dalla mattina alla sera persone che non sanno parlare che di schei, calcio e cibo un po’, giusto un po’, le scatole ti girano. Nataša è sempre molto carina con me. É eclettica, intelligente, autodidatta e scrive molto bene. Se mi morisse il gatto mi starebbe vicina? Non lo so, francamente se mi morisse il gatto penserei al gatto… Nat è stata molto carina con me quando ho perso la mia creaturina, in quanto lo scrissi sul blog. Come mi è stata vicina Simona Cordara quando parlai dei miei attacchi di panico su Facebook.
      Silvia mi starebbe vicina? Non mi importa. Amo Silvia per la sua “leggerezza” nei miei confronti. Lei cresce, io rimango piccola. Ed è giusto così.
      Non ho mai pesato l’amicizia sulla vicinanza , sulle condoglianze, le pacca sulla spalla… semmai sulla lealtà, sul silenzio, sulla comprensione, sulle scuse, sul perdono, sulle risate, sulla difesa e sul rispetto. Le persone, lo dico da anni, vanno rispettate da vive.
      Ammiro Tatiana, ADORO Elena Cordara, Amo alla follia Lunaspina, apprezzo la coerenza di Laura Ghianda ma non avrò più amici di blog come Morfeo, Silvia (quando era piccina), Miriam Tzeggai, Aelfwine, Marina, Carla, Francesca… Ho accettato che Julysan, nonostante ci fossimo incontrate più volte, non mi parli più, come ho accettato che la Violet di un tempo non sia più “la mia violet”. Anyanka è morta secoli fa, diciamolo.
      Sono perfette? No, alcune le ho criticate. Io sono perfetta? Ovvio… ahahah… scherzo.
      Non lo so, gli amici si vedono quando si è felici. Quando sono triste è difficile tirarmi su il morale.
      Ma a differenza di tanti so perdonare, o quasi. Sono una buona amica? Non credo. Al mio funerale ci verranno due gatti, e anche anche. Pazienza, me lo merito.
      Il web è cambiato, la maleducazione di ieri si è amplificata e molti scrivono “privatamente” (vedi Facebook). Non è più un’isola felice, a ben guardare non lo è mai stata. Oggi però possiami imparare e trasmettere una marea di cose e, a differenza delle mie amichette, vorrei essere giovane, perché i giovani sono il futuro, quelli della mia età sono invidiosi e astiosi.

      In merito ai momenti brutti, che dire?

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