Figlie della Terra

Per quanto tempo puoi fingere di non essere quello che sei? A che prezzo ti sforzi di essere “normale”? E poi cos’è “normale”? Siamo sicuri che essere come tutti gli altri sia la cosa giusta? Dana sente che dentro di lei qualcosa spinge per uscire, ma non è ancora pronta per accettarlo. Arriveranno i sogni inspiegabili, le visioni, residui di un lontanissimo passato, dove affondano le sue radici. L’incontro con una “strega” poi, scuoterà del tutto la sua vita “normale”, portando però luce e chiarezza dove prima c’era il buio.

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“Figlie della Terra” è un racconto fantasy, pubblicato nel 2012, da Crystal Rain – Sara Antoniazzi. E’ un libro incantevole con un finale ben concepito. L’autrice propone una favola per adulti, toccando con una certa delicatezza alcuni temi importanti, come: il retaggio femminile, il maschilismo e l’ambiente. Antoniazzi riesce a combinare questi elementi, bilanciandone la narrazione.

Le pagine sono attraversate da un’atmosfera sognante e al contempo moderna.

I destini di Nuir e Dana si intrecciano come in una danza.

In “Figlie della Terra” il lettore si sente avvolgere dal fascino romantico dei drudi e delle druidesse, in un regno dove si incontrano le leggende, le tradizioni e i racconti popolari.

Legando la fantasia con il sacro, Sara Antoniazzi riesce a donarci un racconto permeato di amore, soprattutto quello che corre tra madre e figlia.

SimonaEmme

La festa di Mezza Estate era in pieno svolgimento. Tutti gli abitanti erano intorno ai falò; chi ballava in cerchio, chi mangiava, tutti si divertivano. Le donne sacre, compresa Nuir, avevano aiutato i druidi a compiere i riti di purificazione del bestiame. L’anno prometteva grandi raccolti e molte nascite.

A turno, le sacerdotesse, avevano il compito di tenere pulito il sito e purificarlo bruciando rametti di rosmarino e verbena. 

La mattina di Samhain si levò fredda e nebbiosa, con la brina a decorare i campi e i sentieri di terra battuta. La gente della Valle Stretta era molto indaffarata a macellare gli ultimi capi di bestiame e a lavorarlo per poterlo conservare tutto l’inverno. Le donne provvedevano anche a preparare le pelli, che insieme alla lana tessuta, costituivano il loro abbigliamento, mentre le ossa divenivano attrezzi vari. Nulla si sprecava, perché nulla si otteneva facilmente.

La Dea Madre scendeva nella profondità della Terra, lontano dalla luce, per ridestarsi nella prossima stagione.  

Da “Figlie della Terra” di Crystal Rain

***

Crystal Rain (pseudonimo di Sara Antoniazzi) nasce nel 1976 e da sempre vive a San Pietro Mussolino, un piccolo paesino in provincia di Vicenza.

Consegue il diploma di tecnico chimico biologico e per anni lavora nell’ambito delle analisi chimiche.

Ma la letteratura resta sempre la sua passione e divora libri dei generi più disparati.

La preparazione scientifica non soddisfa il suo animo inquieto e con la prima maternità riscopre il suo legame con Madre Natura. Si interessa di erboristeria, tarocchi, rune, antiche religioni, sciamanesimo femminile. Vegetariana da anni, ama lavorare nell’orto e coltivare da sé il suo cibo. Vive con il marito, due figlie e un gatto.

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Si può trovare su:

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