Non ti preparano

Leggere, scrivere, camminare. E poi?

Sapete quando dicono “è bruttina ma simpatica”, “è rotonda ma ha un bel viso”? Ecco, non faccio parte di quella lista.

Non ti preparano alle delusioni. Quelle arrivano, e basta. Non ho avuto amiche che tifavano per me. Mi si dava per scontata, al massimo mi si diceva “strana”. Nessuno mi ha preparata ai chili di troppo, ai capelli crespi, agli uomini che vogliono solo ridere e che preferiscono quelle dalle mille certezze, insomma, quelli che vivono tra un ahahahahah e un imperativo. Non ti preparano ai luoghi comuni, ai convenevoli, alle formalità, ai sorrisi prestampati, ai vocaboli del tanto per, ai bla bla bla. Non ti preparano ai sensi di colpa, a tutti i miei “avrò parlato/scritto troppo”. Nessuno ti insegna a fallire. Si cade e basta.

Sono stata etichettata in mille modi. Mi è stato detto che non mi sarei sposata, che avrei frequentato uomini maturi, che, vista la mia professionalità, avrei lavorato come un mulo tutta la vita. Ne avessero azzeccata una.

Non so cosa ci trovasse in me il primo marito, e non so cosa ci trovi il secondo. Ma di una cosa sono certa: sono imbranata.

Pensavo che con il passare degli anni sarei migliorata e invece… ho sempre la pelle graffiata. Torno a casa con i piedi neri o la terra sotto le unghie, mi rotolo da qualche parte per un fiore, una corolla, il bacio di un insetto. Per leggere l’ultimo capitolo di un libro sbatto, e ci sbatto davvero, il muso su un palo. Esco di casa per salvare il cane, mi becco una spina sotto ad un piede. E di cose assurde me ne sono capitate tante. A chi non è caduta una televisione o una porta in testa? E tra uno scivolone su una formica e un sassolino bucato, ho trovato il tempo per stirarmi un braccio con il ferro da stiro. L’ennesima cicatrice. C’è chi nasce bruco e diventa farfalla e c’è chi rimane bruco tutta la vita.

Eppure, ancora oggi, che ho cambiato decine e decine di lavori, mariti, case, abitudini e attitudini, mi si dà per scontata, al massimo “strana”.

Non ti preparano a invecchiare. Ultimamente ci penso spesso. Ci penso quando vado su Instagram (ho perso il “quid”); ci penso quando “mi si prende in un certo modo” perché sono nata il secolo scorso, nel lontano 1972. Ci penso quando la mia comunicazione perde colpi. Sono sempre stata troppo vecchia o troppo giovane. E oggi ci sono quelli delle tag, del feed, dei like, dei followers. Quanti ne hai? Sei influente? Mi segui? Mi chiedo se qualcuno, oltre la sottoscritta, usi ancora le dieci dita sulla tastiera.

Non ti preparano a crescere. C’è chi parla di figli e chi parla di figli e lavoro. C’è chi corre, corre e corre e si scorda di averti già detto o scritto quella determinata cosa. Spesso fai parte della lista, una lista qualsiasi di “nomi”.

Non ti preparano alla vanità. Tutti vogliono videochiamare anche quando sono sull’orto. Tutti che chiedono: “Che intenzioni hai?” Quando non ho intenzioni né programmi. Tutti che guardano video tutorial, dal come togliere la muffa dai muri con il tea tree al come si lavano i capelli con i ceci. Tutti che si scoprono geni (incompresi), atleti, ottimi insegnanti, fini lettori, compiacenti gustatori, amanti dell’opera. Qualsiasi opera.

Non ti preparano a invecchiare. La ginecologa ti mette in guardia sull’età, ti dice cose come: “secchezza vaginale”, “ispessimento dell’endometrio”, “vaginiti”, “tumori al seno”, “osteoporosi” ecc. E tu sei rimasta a “secchezza vaginale”. Sta dicendo a me? Andrò in menopausa? Io? E poi, al primo ritardo o al primo ciclo della durata di dieci giorni, ti vai a vedere cosa consiste ‘sta menopausa, e googli “menopausa” su immagini

Immagine googlata

“Oddio, sono invecchiata e nessuno me l’ha detto! Oddio, per questo ho messo su chili. Oddio, ma anch’io ho tutte ‘ste rughe. Oddio, ma se chiedo “quanti anni mi dai?”, non è che poi mi date l’ergastolo. Oddio, ora mi toccherà sorbirmi discorsi su ormoni e vampate. Oddio!”.

Questa è la mia faccia dopo aver visto le foto delle donne in menopausa

Nessuno ti prepara ai cambiamenti. Nessuno che ti dà una pacca sulla spalla, ti fa fare una risata, quell’ahahahahah tanto agognato dagli uomini. Quando leggo “aiutiamo i giovani”, capisco che non stanno parlando di me. Anche se in fondo, in fondo, non sono mai stata giovane e non sarò mai vecchia.

Imbranata, rinfanciullita, probabilmente strana… sì.

Io, bruco da una vita.

Iris Apfel

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