La ragazza che viveva nel libro

Ernest Wilkes lavora nella libreria di antiquariato di Wallingford, in Inghilterra. Un giorno incontra Annie, spiritosa ballerina appassionata di fiabe, e se ne innamora a prima vista. Decide così di scrivere un libro la cui protagonista sarà proprio lei. All’improvviso, però, la ragazza scompare e il giovane libraio smette di scrivere.

Riassunto trovato su Amazon

Lo aprii e diedi una sfogliata veloce: il profumo del tempo trascorso, non so perché, sapeva di vaniglia, e il contatto con quelle dolci pagine ingiallite fu un incanto. Sul risguardo, una dedica in inchiostro blu: a chi, se non a te? Una dedica magica, pensai ancora, e per di più tracciata con mano leggera e sicura, senza sbavature, senza intoppi, una grafia rotonda e delicata…

La scrittura fluida e immaginifica di Francesco Scarlata ci conduce in un viaggio fantastico. Chi, come me, si è avventurato nella vecchia Londra, ha seguito le scorribande dei pirati, ha sorvolato il cielo in mongolfiera, si ritroverà nelle parole dell’autore. Parole che riescono a farci vivere le singole scene, a catapultarci all’interno del racconto. Respiriamo la polvere che sonnecchia tra le pagine di un libro, ne avvertiamo le singole note. Odore di tempo, di storie ritrovate. I classici della letteratura vengono così omaggiati dall’autore. Cogliamo l’amore, la passione, per quei libri che hanno fatto sognare, sperare, intere generazioni. Nel romanzo percepiamo la magia. “La ragazza che viveva nel libro” è un racconto misterioso scritto in modo impeccabile. Un racconto che, tassello dopo tassello, pagina dopo pagina, incanta e conquista.

Pensai al lavoro dello scrittore: non sarebbe bello se uno scrittore sapesse usare le parole come un pittore fa con i tratti e i colori? Potrebbe la parola essere potente a tal punto da dipingere le storie oltre che raccontarle? Se così fosse i libri sarebbero ancora più veri e i loro personaggi più vivi, concreti tanto da non essere dimenticati anche se il libro per ipotesi non esistesse più. Tutto sta nel trovare le parole giuste…

Scarlata è un mago della parola e, come Alice che insegue il coniglio bianco, scivoliamo dentro al suo libro, facendoci ammaliare.

… gli sguardi che si poggiano su una pagina sono come una cascata di stelle che piove dal cielo. Soffiate giù da una forza invisibile, le stelle illuminano le storie. Mi immagino milioni e milioni di frammenti scintillanti che si intrufolano nella carta e accendono l’inchiostro da sotto. E vedo le parole luccicare e i racconti prendere vita!

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