Alle origini del Dracula di Bram Stoker: dal folklore alla letteratura di Sara Alice Manis

Ho sempre amato i libri. Ricordo la soddisfazione quando imparai a leggere le prime parole, la sensazione di libertà, man mano che andavo più spedita nel riconoscerle. Dopo la buonanotte dei miei genitori mi nascondevo sotto le coperte con una piccola torcia per poter leggere, indisturbata, i miei romanzi preferiti. La passione per la lettura ha poi portato a quella per la letteratura e per le lingue. L’incontro coi grandi classici ha fatto sì che in me il sogno di diventare scrittrice facesse capolino e diventasse, con gli anni, sempre più insistente. A lungo io e mio padre abbiamo fantasticato di scrivere un romanzo a quattro mani. Gli anni e la vita mi hanno portato a specializzarmi nelle lingue straniere, a lavorare nei settori più disparati, ad acquisire sempre più esperienza in ambito commerciale. Il sogno di scrivere, però, non mi ha mai abbandonato.

Sara Alice Manis

Sara Alice Manis parte dalle fonti più antiche per narrare il mito del vampiro. Facciamo la conoscenza con questa figura mitologica, in passato confusa con lo spettro, il lupo mannaro o la strega. Man mano che procediamo con la lettura, comprendiamo il timore dell’essere umano verso il sangue, ritenuto da sempre “sacro”, o addirittura, nelle leggende medioevali, elisir di giovinezza. Il sangue, infatti, è la linea di confine tra il nostro mondo e quello dei morti, tra il mondo terreno e quello divino. Per i suoi attributi “magici” gioca un ruolo fondamentale per la nascita del “vampirismo”. L’autrice, attraverso accurate ricerche storiche, illustra le diverse tradizioni. Scopriamo così l’origine della parola “vampiro”, le caratteristiche di questa creatura leggendaria. Sara Alice Manis ci prende per mano e ci accompagna in un viaggio affascinante, attraverso paesi, popoli, mitologie (greche, ebraiche, slave, giapponesi…). L’autrice ci mostra: le usanze legate alla morte; i metodi per annientare o allontanare un vampiro; il mito della sua metamorfosi; la psicosi di massa che colpì una parte dell’Europa nel XVIII secolo. Manis racconta i motivi che portarono tante persone a dissotterrare cadaveri, a credere nell’esistenza del vampiro. Tra le tante spiegazioni troviamo, ad esempio, una malattia rara: la porfiria.

Nel saggio sono illustrate le caratteristiche del vampiro cristiano: dalla carnagione pallida al fiato pestilenziale; dalla peluria sul palmo delle mani ai canini appuntiti.

Una parte del libro è dedicata alla letteratura gotica e ai suoi massimi esponenti, tra cui: Walpole, Lewis, Radcliffe, Maturin, Mary Shelley. Ripercorriamo, in questo modo, la figura letteraria del vampiro, la sua “nascita”, da il “Der Vampir” di Ossenfelder a “Il vampiro” di Polidori, senza tralasciare le vampire, come la nota “Carmilla” di Le Fanu.

Nella seconda parte del saggio troviamo Bram Stoker, lo scrittore che creò “Dracula”. Sara Alice Manis ne ripercorre la vita, le passioni, il teatro, le amicizie, il matrimonio e gli incontri (tra i tanti conobbe l’esploratore Richard Francis Burton). Vediamo da vicino “il mondo”, il clima politico, che influenzò lo scrittore nella stesura del romanzo.

Leggendo “Alle origini del Dracula di Bram Stoker: dal folklore alla letteratura” si nota l’amore dell’autrice per il lavoro dello scrittore irlandese, ingiustamente sottovalutato. Attraverso attente analisi e ricerche minuziose, scopriamo: la genesi del conte, le diverse stesure dell’opera, le prime pubblicazioni e i rimandi simbolici.

Grazie al lavoro certosino di Sara Alice Manis, guardiamo il capolavoro di Stoker sotto un’altra luce.

Questo saggio, più di altri, rende giustizia a Bram Stoker e a “Dracula”, che non è, e non è mai stato, un semplice romanzo “gotico epistolare”.

***

“Alle origini del Dracula di Bram Stoker: dal folklore alla letteratura” di Sara Alice Manis uscirà a marzo 2022, tuttavia si può preordinare il libro su Bookabook.

Ringrazio Sara Manis per avermi dato l’opportunità di conoscere, e leggere, il suo lavoro.

Questo saggio merita di essere letto… e non solo dagli appassionati del “genere”, ma da tutti gli amanti di storia, letteratura, folclore.

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