Del guscio

… è in questo sostanziale malinteso che inciampano molte esistenze. Nell’idea completamente sbagliata che tutto sia sotto controllo. Che si possa scegliere di andare o stare, senza soffrire. Dopo tutto, avevo solo perso la mia anima privatamente, a un party, dove gli altri non potevano vedere…


Il danno di Josephine Hart

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Quest’anno ho scritto e ed eliminato parecchi post. Un po’ per pudore, un po’ perché “raccontarsi” è diventato difficile. A me piace scrivere. Mi libera la testa. È come camminare, respirare, mangiare. Nonostante stia attraversando un periodo Blue, non riesco a prendermi sul serio. Non fino in fondo. Oggi ho trovato dei vecchi post, e mi sono sorpresa di quanto sia cambiata e di quanto certe storie mi abbiano influenzata, in modo sbagliato, per tutta la vita. E non le inserisco qui perché sono importanti, gravi e bla bla bla. Vorrei che leggendomi qualcuno sorridesse. Perché la vita è strana e ci(si) cambia. Sempre. O quasi.

Ieri mi è capitato di togliere un post e mi sono detta basta. Merito di più.

***

Non lo tolgo (tanto, diciamolo, chi mi legge? 😅)

Del guscio e della seta 2007

Tratto da una storia vera… 
A 16 anni mia madre decise di portarmi dal dietologo. Ero affetta da “un piccolo disturbo alimentare”, che io chiamo “crisi da bruco”. Giustamente qualcuno potrebbe obbiettare, ma prima che lo faccia, devo aggiungere che il bruco, per diventare farfalla, aumenta fino a 8000 volte il suo peso. Non sono mai stata “grassa”, diciamo piuttosto “grossa”. A 16 anni pesavo 78/79 chili per 1.73 m di altezza. Il problema non era il peso, era il cibo. Mangiavo in continuazione. Il problema non era il peso, erano i vestiti. Indossavo abiti da uomo, perché la taglia 50 era un optional. Il problema non era il peso, era l’insieme. A 16 anni non ero un “fiorellino”. Il dietologo mi misurò le ossa: i fianchi, i polsi, il bacino, le spalle. .. e mi disse:”Potrà perdere una decina di chili, non di più”. All’epoca, 10 chili in meno mi sembravano un sogno. A 16 anni mancavo di “grazia”. La mia migliore amica pesava sì e no 40/44 chili. I ragazzi che volevano uscire con lei cercavano di attirare le mie simpatie… 
Le lettere d’amore di Anna le scrivevo io. Non sono mai stata un granché con le parole, ma scrivevo meglio di lei. Raccontavo i “miei” sogni, parlavo dei “miei” gusti. Anna non ci pensava, era presa dal suo amore. E io… ero troppo presa da voler “mostrare” la mia anima. La polverina, che sta sulle ali delle farfalle, serve a dar forma ai colori. Senza di essa… le farfalle non volano. Finché un bel giorno, il tizio delle lettere decise d’incontrarla. E se uno ci pensa impazzisce, gli esseri umani s’innamorano delle “parole” o dell’involucro?

Stranamente Anna mi disse:”Simo, dovresti andarci tu! Tanto non mi ha mai vista… e in fondo le cose le hai scritte tu.”

“Sai come mi hanno chiamata al mare quest’estate? Mostro di Lochness! Nemmeno per tutto l’oro del mondo!”


Il bozzolo è una protezione di seta fatta dal bruco prima di mutare in crisalide… La crisalide è la forma di transizione tra il bruco e la farfalla. 

giugno 2007

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dal 2018

Rifletto sulla mia persona. Cosa facevo ieri, cosa faccio oggi. Amo la mia libertà, sono quella che sono, senza tante problematiche del caso. Voglio dire, non sono una scrittrice eppure mi piace scrivere. Non sono una cuoca eppure mi piace cucinare. Non sono una fotografa eppure mi piace fotografare. Ho molta fantasia, questo sì.

Tanti, tanti anni sul web e sentirli tutti. Mi mancano le lunghe mail di Miriam, di Salvatore e di Silvia (la mia Silvia). Mi mancano le mail. Sì.

Un tempo, e Silvia lo sa, mi divertivo a fare post complicatissimi o semplicissimi, ingarbugliati o sfigurati. Errori, orrori e chissenefrega! Mi piacevano i commenti, Miss Kundalini alias Francesca mi bacchettava, e si fa per dire, se ero troppo seriosa. E oggi mi sento una donna, porca miseriaccia, di mezza età (e ho solo 46 anni, cazzo! E come Silvia, o la Silvia che fu, odio invecchiare, lo odio dal profondo delle viscere), tutta composta, educata, manco fosse arrivata la pace dei sensi. Perché io ai sensi ci penso ancora, e non voglio che pensiate male, anzi, ma che importa, pensate male! E mi piacciono le virgole! E le pause. E i puntini di sospensione…

C’è sempre stato qualcuno o qualcuna che criticava il mio linguaggio scurrile, i miei post strampalati, i miei amori sofferti, i miei post sull’imbranataggine, come se sognare un Darcy (quello di “Il diario di Bridget Jones” primo film, primo libro) fosse reato. No, non si fa! Devi comportarti con educazione! Ma io di educazione, signore e signori, ne ho da vendere. Non sono MAI andata a rompere le palle ad altri blogger, webmaster o social vattelapesca. Ho sempre speso, già raccontato, una buona parola per tutti. Ti offendi? Scusa. Ti arrabbi? Lascia perdere. Non ti piace? Non ci pensare. Non ami il mio blog? Pazienza me ne farò una ragione. Quanto mi sono divertita. Da una parte musi lunghi, dall’altra avevo Miriam, Francesca, Salvatore (non che Morfeo fosse così divertente, e ora starà sorridendo nel luogo in cui si trova, da qualche parte…), Silvia, Adrenalina, Absinth, Marina (la mia Marina) e Julysan… un esercito di commentatori. “Rispondo qui, da me, no, vengo da te! Aspè che mi sono persa…”, oddio le risate. Risate alle nove o dieci di sera. Si litigava? Sì. Si commentava? Tanto. Sempre persi in una marea di cazzate, che a pensarci mi piange il cuore. Sono nostalgica come mio nonno, prima di me.

Mi manca quando parlavo di uomini e c’era sempre qualcuna che mi diceva: “Eh no, noi donne ci salviamo da sole.”

“Ci salviamo da sole.” Che bella frase, non trovate? Devi sempre giustificarti, devi sempre raccontarti, devi sempre ricordare chi eri, cosa sei e cosa farai. Devi sempre spiegare le tue intenzioni, i tuoi problemi, i tuoi lavori, le tue disgrazie, perché, no, Mr Darcy non va bene. Eppure  Mr Darcy non l’ho mai incontrato e non penso esista. Sono stata con brave persone, ho sposato degli uomini buoni, pacati, gentili, orsi e maledettamente strani. Mio marito è talmente pacioso che mi dovrebbero fare un monumento: lui sopporta le mie paturnie, io le sue mancanze. E ora ci sarà qualcuno che dirà “Che brutto il verbo sopportare gnè gnè gnè”. 

Non mi piacciono i film o i libri romantici, amo gli Horror, ho sempre voluto essere salvata, da me stessa in primis. Se raccontavo di un mobbing o di una violenza subita, c’era sempre qualcuno che interpretava male il messaggio, lasciava banalità o commentava cattiverie del tipo “non sei l’unica a soffrire” o “non sei così speciale”. E ora, guardandomi indietro, mi chiedo ancora il perché di questo astio. I miei post erano solo post, come oggi. Non mi prendo sul serio nemmeno quando racconto cose serie, sui miei drammi rido sempre. Questa “bipolarità” mi ha resa la donna che sono. Marina è sparita per la mia distrazione, non ho salutato Salvatore/Morfeo per l’ultima volta… perché lavoravo troppo, di tanto in tanto penso a loro, al mio fallimento come amica. Penso a quella schiera di persone che ascoltavo: io aiutavo loro e loro, in qualche modo, mi salvavano. Penso a quando facevo la webmaster (avevo un paio di siti) e mi scrivevano a decine ogni settimana. Penso a loro, sì.

Da bambina non sognavo di diventare una principessa, ero già goffa e in sovrappeso,  me lo si ricordava in ogni momento. Mostro di Loch Ness era il mio secondo nome. Non ho avuto tempo per essere una femminuccia, non sono stata un maschiaccio, ero e sono Simona, pensierosa, fantasiosa, sognatrice e soprattutto sbadata. Volevo viaggiare e fare l’archeologa, volevo costruire robot, diventare una pirata. Non sognavo il vestito da sposa e non mi sono vestita da sposa, se non per i guanti. Non mi trucco, ho le mani rovinate e sarebbero bellissime, sono imbranata, leggo anche per strada (riviste, libri, giornali, cellulare…), sono femminista, sbatto contro i cartelli pubblicitari, non guido, mi metto spesso gli slip al contrario, talvolta pure i maglioni, e più che a Bridget Jones, come carattere, somiglio all’imbranata del film “E’ ricca, la sposo, l’ammazzo”,  ma amo l’intimo, i metalli preziosi e le creme da morire. Nonostante le premesse, nonostante abbia affrontato i miei mostri, pur non facendo parte della categoria delle donne fighe, c’è sempre quella che mi ricorda: “No, ti devi salvare da sola!”. Ora, ci sta… sono pure d’accordo, ma a forza di salvarmi da sola, non essendo un peso piuma, non mi reggo più! 😉

Ho pubblicato un racconto anni fa di una donna che ama un uomo, a me interessava il punto di vista di lei, perché fino a prova contraria sono una lei, e seppur romantico, e ci stanno le critiche (ripeto, ci stanno!), ho deciso di pubblicarlo perché i Mr Darcy e i Gatsby non moriranno mai, fanno parte di quella che ero, che sono. Non voglio bene a Stefano perché è  pacioso, gli voglio bene soprattutto perché mi ha aspettata per anni. Quante persone lo farebbero?

ottobre 2018

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