Le foto raccontano

Le foto raccontano

Il bosco e la nebbia

I racconti d’inverno hanno un loro respiro. Questo mi dico mentre fotografo la valle avvolta dalla nebbia.

Ogni parola ha una sua immagine. Ogni luogo una sua storia.

Shhh! Ascolta.

Il passo del lupo. Il volo della ghiandaia.

Un teatro di rovi, acqua, muschio, legna e foschia.

Le credenze celano antichi segreti.

Le nuvole giacciono con la terra. La notte inghiotte parte del giorno.

NATURA

I cormorani spiegano le ali per farle asciugare, mentre, dall’altra parte del canale, un gruppo di fenicotteri sembra parlottare del tempo.

E’ tutto perfetto. Immobile.

Gli uomini sono fuori con le loro barche. Pescano sogni che nessuno può vedere.

Immaginazione

Ogni viaggio, gita, museo, tradizione accende una lucina nella mia immaginazione

La foto sopra è stata trovata sul WEB – WIKIPEDIA

Foto dal Museo di Luserna – mostra IL RITORNO DEL LUPO:

“Di qui non si passa”, disse.

“Perché?”.

“Shhh, ascoltate!”.

“Così mi fate paura”.

Dinanzi a una piccola collinetta sentimmo delle urla. Erano ululati spaventosi e riecheggiavano tutto intorno a noi. Lunghi e prolungati.

“Lupi?”.

“Sì, signorina Anna”.

“Potrebbe essere il vostro lupo”.

“Impossibile”.

“Come fate ad esserne certo…”. Non terminai la frase perché una folata di vento mi spinse indietro di qualche passo, facendo scivolare il cappuccio del mantello.

“Signor Brandon!”, urlai.

Davanti a me, tra la neve, c’erano la lanterna e il cappotto del signor Brandon. Di lui nessuna traccia.

“Signor Brandon!”, gridai di nuovo.

Occhi famelici brillavano al buio, forse di tre, quattro, bestie feroci. Sentii un ringhio, un rumore di lotta e poi uno stridio.

Ero rimasta ferma nella mia posizione, tentando di capire cosa stesse accadendo. I latrati si mescolavano nell’aria gelida, intervallati da ululati e guaiti.

“Signor Brandon!”.

Dopo qualche minuto, puntai la lanterna nella direzione di quei lamenti e vidi un corpo nudo riverso nella neve. I lupi, o qualsiasi cosa fossero, se ne erano andati.

Al tempo dei Lupi di Simona Matarazzo

E poi ci sono i regali, quelli belli, e le dediche, quelle belle.

Mentre preparavo il post, è arrivato questo:

Ringrazio Nataša Cvijanović Gostić per questo dono.

L’uomo sulla terrazza è antico quasi come la città che sta guardando. Il suo gatto Zibetto, piú nero di tutti i gatti neri, come lui conosce troppe storie. L’uomo è il conte Dracula. Ama la scienza, la fragilità degli esseri umani, e una donna dal viso sempre uguale. Nel 1897 la storia d’amore con Mina Harker non è finita: per chi non è piú legato allo scorrere del tempo, nulla può mai finire. Oggi lui sta a Roma, che è una città eterna, e lei vive a Venezia, che è una città immortale. L’eternità e l’immortalità sono due cose diverse, Dracula l’ha capito e Mina no. Sarà pur vero che l’odio è anche amore, ma dove l’amore cerca passione l’odio chiede vendetta.

Riassunto preso dalla copertina del libro

***

Musica del post

There was a boy
A very strange enchanted boy
They say he wandered very far, very far
Over land and sea
A little shy and sad of eye
But very wise was he

And then one day
A magic day he passed my way
And while we spoke of many things
Fools and kings
This he said to me
“The greatest thing you’ll ever learn
Is just to love and be loved in return”

“The greatest thing you’ll ever learn
Is just to love and be loved in return”

***

Le foto (come quasi tutte le foto di A piedi nudi) sono state scattate dalla sottoscritta, vietato l’utilizzo.

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