Gli occhi di Alice Gray

La storia dell’uomo è puntellata di viaggi, avventure e scoperte incredibili. Esistono libri, romanzieri/e, pellicole che ci raccontano la storia o ci regalano spunti. E con quegli spunti potremmo riempire minuti, ore, pagine della nostra vita. Credo che ogni vocabolo, gesto, narrazione possano accendere una luce.

Gli occhi di Alice Gray

alice

Non amo giudicare la scrittura altrui, tuttavia mi aspetto molto da un romanzo che per mesi è stato nella Top 10 del Sunday Times. Soprattutto quando l’editore (Giunti) lo paragona alle atmosfere di Tracy Chevallier o alla letteratura gotica.

“Gli occhi di Alice Gray” di Stacey Halls narra l’ennesima storia di streghe, un fatto terribile avvenuto nel lontano 1612.

La scrittura è semplice, scorrevole, diretta. Le due protagoniste sono la sposa “bambina”, Flatwood, signora di Gatworp Halle, e la povera Alice Gray.

Flatwood ha 17 anni, è al secondo matrimonio e con tre aborti alle spalle. E’ nuovamente in attesa di un figlio dal marito Richard. Il desiderio della ragazza è quello di dargli un erede, senonché trova una lettera che le cambia la vita. Tra i boschi della tenuta, Flatwood incontra Alice Gray, una ragazza povera e ignorante, che grazie alle sue erbe la aiuterà nella gravidanza. Tra le due donne si instaura una strana amicizia. Il punto di forza del romanzo è il coraggio di Flatwood. E’ lei l’eroina, il resto sono più o meno comparse.

Il mondo che circonda Alice Gray è ben descritto: maschilismo, analfabetismo, sporcizia, ignoranza, superstizione, crudeltà. Mentre la parte che riguarda i nobili  è alquanto fantasiosa, a partire dal cibo. All’epoca la cucina inglese era prettamente carnivora e i dolci non erano a base di biscotti e burro.

Al di là di alcune banalizzazioni e cose già viste, il romanzo si riscatta nel finale.

La vera storia

Jennet
Immagine presa dal documentario “The Pendle Witch Child”

Il processo alle streghe di Pendle si tenne nel 1612, all’epoca l’Inghilterra era governata da Re Giacomo I.

Un giorno Alizon Device chiese alcuni spilli ad un venditore ambulante di nome John Law. Non si sa se la donna non avesse abbastanza soldi per pagare la merce, sta di fatto che  John Law rifiutò e Alizon Device lo maledisse. Poco tempo dopo il venditore ebbe un ictus e Alizon si convinse di essere stata lei la causa. Dinanzi al giudice Nowell, la donna, presa dai sensi di colpa, confessò di aver chiesto al diavolo di far ammalare John Law. Più tardi Alizon accusò sua nonna, Elizabeth Southern, conosciuta come la vecchia “Demdike” e alcuni membri della famiglia Chattox. Le accuse alla famiglia Chattox sembra siano scaturite da una lunga faida familiare.

James, il fratello di Alizon, raccontò che la sorella aveva ammaliato un bambino del posto, mentre Elizabeth Device sostenne che il demonio si era nutrito del sangue della vecchia Demdike (lo dimostrava un segno sul corpo dell’anziana). La figlia di Chattox, Anne Redferne, fu vista creare strane statuine d’argilla.

Il 2 aprile del 1612, Demdike, Anne Whittle, detta Chattox, Anne Redferne furono convocate davanti al giudice Nowell. Demdike e Chattox, ormai vecchie e mezze cieche, fornirono delle confessioni a dir poco schiaccianti. Entrambe sostennero di aver venduto l’anima al diavolo.

Margaret Crooke, una testimone sentita dal giudice, incolpò Anne Redferne della morte del fratello.

Demdike, Chattox, Anne Redferne e Alizon Device vennero condotte nella prigione del Castello di Lancaster.

Il venerdì santo del 1612, Elizabeth Device, figlia di Dremdike, organizzò un incontro a Malkin Tower. Per l’occasione, James Device rubò la pecora di un vicino. Alla festa parteciparono parecchie persone e quando la notizia arrivò alle orecchie del giudice Nowell venne aperta un’ulteriore indagine. Nowell e il magistrato Nicholas Bannister aprirono un’inchiesta per determinare il motivo di quell’incontro. Furono accusate di stregoneria: Elizabeth Device, James Device, Katherine Hewitt, John Bulcock, Alice Nutter, Jennet Preston e Alice Gray. Jenneth Preston venne processata dall’assise di York, mentre gli altri vennero imprigionati nel Castello di Lancaster.

Degli undici imputati venne dichiarata innocente soltanto Alice Gray. La vecchia Demdike morì in prigione, gli altri furono impiccati il 20 agosto del 1612.

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