Il calamaro gigante di Fabio Genovesi

Anni fa cercai di realizzare “La grande mappa dell’immaginazione”, una sorta di “dizionario degli eventi straordinari”. Non ci sono ancora riuscita.

Da ragazzina mi perdevo nelle storie sull’australopiteco, su Lucy. Ho inseguito Burton e Specke fino alle sorgenti del Nilo. Ho attraversato la giungla in compagnia di Isabel Godin des Odonais, ho esplorato il Medio Oriente con Freya Stark, ho bevuto grog grazie all’ammiraglio Vernon. La scuola mi stava stretta per i racconti non raccontati, per quelle rime baciate, gli scrittori fin troppo compresi, le date, le battaglie. Abbiamo lasciato per strada la vita, le tradizioni, i profumi, le ricette, i pensieri, le scoperte, i costumi, la speranza, la meraviglia. Ci siamo affidati ai programmi, agli schemi, senza mai farci una domanda, senza mai darci l’opportunità di osservare il mondo attraverso altri sguardi e altre voci. Per cadere, poi, nelle proprie o altrui convinzioni. Come quando parliamo di femminismo disinteressandoci ai volti perduti, ad esempio quelli di Roswitha di Gandersheim o Ava di Göttweig. Come quando discutiamo di ambiente lasciando che qualcun altro ci pensi.

Durante uno dei miei viaggi letterari inciampo, quasi per caso, su “Il calamaro gigante” di Fabio Genovesi. E, lì, mi tuffo tra aneddoti e racconti di paese, nuoto tra stelle, fantasmi e tentacoli giganti. Raggiungo il Nord estremo, affronto il Maelström (Edgar Allan Poe questa volta non c’entra), arrivo a Capo Nord.

Grazie a Genovesi, ho visto il Kraken e gli occhi più belli del mondo. Ho conosciuto Pontoppidan e stretto la mano a Marjorie Courtenay-Latimer. Ho sorriso pensando al ritorno glorioso di Luciano Rossi e ho salutato Mary Anning. Ho sognato il Celacanto, Terranova e Nonna Mariuccia. Sono rimasta tutta la notte ad ammirare le caverne di Lescaux, quelle piene piene di bisonti, cavalli e felini… E tutte queste storie, piccole o grandi, fanno parte di noi. Apparteniamo alla terra, all’acqua, all’oceano… e stiamo mandando tutto all’aria. “Il calamaro gigante” è una sorta di Racconto dei Racconti, la straordinaria storia della Natura.

Ovviamente da leggere!

“Perché se esiste davvero il calamaro gigante, non c’è più un sogno che sia irrealizzabile, una battaglia inaffrontabile, un amore impossibile. E magari i nostri sogni finiranno tutti nel cesso, le battaglie importanti le perderemo una per una, e il nostro grande amore non ci darà nemmeno un bacio dato male prima di sparire per sempre. Non importa, comunque avrà avuto un senso crederci, e provarci, combattere, e amare. Mentre un respiro ci cresce dentro, ci avvolge come un tentacolo poderoso e ci porta via, in una canzone che sa di acqua salata e stupore, di paradiso e di casa, e fa così: Calamaro Gigante, Calamaro Gigante, Calamaro Gigante. Calamaro. Gigante.”

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